CINEMA – Cultweek: Provaci ancora, Sam

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Provaci_ancora_sam

  • Regia: Herbert Ross
  • Sceneggiatura: Woody Allen
  • Cast: Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts
  • Durata: 85 minuti
  • Anno: 1972
  • Genere: commedia

TRAMA

È molto dura la vita di Sam Felix(Allen), un critico cinematografico di San Francisco. Perché? Beh, è divorziato da poco, lo spettro di Humphrey Bogart gli suggerisce come comportarsi con le donne e le sue innumerevoli nevrosi lo costringono a imbottirsi di medicinali quindi sì, possiamo dire che la vita di Sam Felix è molto dura. Ma per fortuna esistono gli amici, due in particolare (più che altro unici), Linda(Keaton) e Dick Christie(Roberts), i quali cercano di trovargli una donna che sostituisca la sua ex. La ricerca non va a buon fine ma Sam riesce comunque ad innamorarsi. Di chi? Di Linda, la moglie del suo migliore amico, anche lei innamorata del nostro protagonista.  È proprio dura la vita di un critico cinematografico.

CRITICA

“Provaci ancora, Sam” è una delle prime opere scritte da Allen, ma è fra le più complete che abbia mai scritto ed è anche, in un certo senso, la prima nel suo genere; difatti qui il regista newyorkese comincia ad auto psicanalizzarsi e a proporre i propri atteggiamenti reali, le proprie passioni e ansie nel film (ispirandosi alle regie di Federico Fellini).

La pellicola racconta un argomento caro a noi maschietti cioè l’abbordaggio. Il motivo per cui Sam non riesce a conquistarne neanche una donna è perché (oltre ad essere bruttino e poco curato) non si comporta in maniera sincera e adotta comportamenti che per lui sono innaturali. Questo è un tema molto caro ad Allen che utilizzerà in seguito per altri film (uno fra tutti “Zelig”) cioè l’assunzione di un ruolo per nascondere la propria identità; Sam ha paura di comportarsi naturalmente perché teme di non essere accettato. Questo è quello che accade nella nostra società quotidianamente: interpretiamo un ruolo, rispettiamo aspettative altrui, andando anche a infrangere dei nostri principi morali.

Il personaggio di Humphrey Bogart è la ciliegina sulla banana split: il protagonista di Casablanca incarna la coscienza (e amico immaginario) del protagonista, con il compito di consigliarlo su comportamenti da adottare nei confronti del sesso opposto (del tipo “dalle uno schiaffo e vedrai che capirà”)

La regia di Ross è buona ma penso che il merito vada alla meravigliosa sceneggiatura servitagli su un piatto d’argento da Woody Allen. Era praticamente impossibile ricavare una brutto film da un perla come questa (senza contare che era già stata rodata in teatro a Broadway). I ritmi del film sono incalzanti, le battute non perdono mai di qualità e l’interpretazione di Allen è da vero professionista. Il film, quindi, ha tutte le carte in regola per giocarsi il titolo di miglior film scritto da Woody.

Grazie a questo film ho capito una cosa molto importante: essere respinti da una ragazza capita almeno una volta nella vita, sia per motivi “intellettuali” sia per motivi estetici ma non bisogna mai abbattersi perché il vero amore può essere più vicino di quanto si creda e ci sarà sempre un amico (un Bogie) a tirarti su di morale in questi momenti.

VALUTAZIONE

Un ottimo film, divertente e ironico. Lo consiglio soprattutto agli adolescenti che sono in piena crisi sentimentale, perché vedere le sfortune di Allen potranno facilmente tirargli su il morale.

VOTO

8

CITAZIONI

Bogart: “Le donne sono creature semplici: io non ne ho mai incontrata una che non capisse il significato di una bella sberla sul grugno, o di una pallottola calibro 45”

 Dick e Sam:

“Com’è andata?

C’è stata una rissa.

Cosa? Ti sei cacciato in una rissa?

Già.

Con chi?

C’erano dei tipi che davano fastidio a Julie e… gli ho dovuto dare una lezione…

Sei tutto intero?

Sì, sto benone: a uno gli ho dato una botta col mento sul pugno, e a quell’altro una nasata sul ginocchio…”

 

Giulio Zancanella