CINEMA – Cultweek: Matrix (il fratello di Asterix)

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  • Regia: Andy e Lana Wachowski
  • Sceneggiatura: Andy e Lana Wachowski
  • Cast: Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving, Gloria Foster, Joe Pantoliano
  •  Anno: 1999
  • Durata: 136 minuti
  • Genere: fantascienza, Azione

TRAMA

Thomas Anderson (Reeves) è un impiegato medio, ma soprattutto è un hacker di nome Neo. Una sera sullo schermo del suo computer compaiono delle scritte misteriose, le quali lo conducono a incontrare Morpheus (Fishburne). Costui gli spiega che il mondo in cui ha sempre vissuto in verità non esiste, ma è un programma creato dalle macchine e che la vera realtà è al di fuori di Matrix (il nome del programma). Morpheus gli chiede di seguirlo per liberarlo e farlo diventare l’eletto, colui che sconfiggerà le macchine. La scelta di Neo sarà l’inizio della sua nuova vita.

CRITICA

Un film che ha cambiato la storia del cinema. Io ricordo ancora che la prima volta che lo vidi: avevo 8 anni e il VHS (vi ricordate cos’è, vero?)  era appena uscito. La scena della cimice che entra nella pancia non mi ha fatto dormire per minimo una settimana.

I fratelle Wachowski sono riusciti a trovare un giusto connubio fra  il coinvolgimento del pubblico, un ragionamento attento e in alcuni punti raffinato (anche se un po’ copiato) ed innovazione tecniche di alto livello. Partiamo a descrivere quest’ultime: è incredibile l’intuizione che Andy e Lana hanno avuto per gli effetti speciali di questo film, sono riusciti a fare qualcosa che nessun altro aveva mai fatto e subito a livelli irraggiungibili. Le scene di cui sto parlando sono tra le più famose del film il fermare le pallottole con le mani o si abbassa per schiavarle, tutto questo mentre il tempo rallenta e la macchina da presa gira intorno al protagonista a velocità normale mentre l’attore è al rallenti. La domanda che mi sono sempre fatto è stata questa: come cacchio hanno fatto? Da qualche anno a questa parte ho trovato la risposta: l’intuizione che hanno avuto i “Wachowski Brother” è stata quella di utilizzare un gran numero di macchine da presa per circondare il protagonista, e riuscire quindi a montare  le  immagine delle varie camere in maniera molto veloce ma con il protagonista che si muove appena; ditemi voi se non sono stati geniali!

Il messaggio dei registi è una rivisitazione del mito della caverna di Platone: l’uomo non può conoscere altro che la verità in cui viene cresciuto, solo con uno sforzo, un risveglio mentale riesce a vedere la realtà. Il protagonista infatti, compie un viaggio per la sua indipendenza di pensiero e riesce ad aprire gli occhi sul vero mondo. Si sente anche molto del pensiero di Orwell in “1984” cioè un controllo da parte di pochi sull’intera società, il non essere più soli ed essere costantemente osservati.

La recitazione è il punto debole di questo film: il signor Reeves ha la mimica facciale di una cannuccia e recita peggio di un cavallo con le emorroidi (forse ho esagerato un pochino). Poi sono tutti troppo seri, c’è una pesantezza nella recitazione che è veramente triste; solo Pantoliano mette un po’ di pepe nel suo personaggio.

Il vero grande errore dei fratelli Wachowski è stato quello di proporre una trilogia: neanche Madre Teresa di Calcutta ha avuto pietà nel definire i due seguenti film “di pupù”, per poi aggiungere “che puzza tanto”.

VALUTAZIONE

Unfilm da vedere almeno una decina di volte nel corso della vostra vita. Un vero e proprio film cult, chi è nato negli anni ’80-’90  ha adorato questo film, i produttori di cappotti lunghi in pelle hanno fatto la fortuna in quel periodo.

Se volete vedere i seguiti, Madre Teresa vi consiglia di tapparvi il naso.

VOTO

7/8

CITAZIONI

 

“Tank: Allora, cosa vi serve, a parte un miracolo?

Neo: Armi. Tante armi.”

 

 

“Trinity: So perché sei qui, Neo. So cosa stai facendo. So perché non dormi. So perché vivi da solo e perché, una notte dietro l’altra, lavori al tuo computer. Tu stai cercando lui . Lo so perché a suo tempo ho cercato la stessa cosa. E quando lui ha trovato me mi ha detto che non cercavo qualcosa di preciso, ma che cercavo una risposta. È la domanda il nostro chiodo fisso, Neo. È la domanda che ti ha spinto fin qui. E tu la conosci, come la conoscevo io.

Neo: Che cos’è Matrix?

Trinity: La risposta è intorno a te, Neo. E ti sta cercando. E presto ti troverà, se tu lo vorrai.”