CINEMA – Cultweek: Arancia Meccanica, capolavoro di Kubrick

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Ogni mese la rubrica sul cinema pubblicherà una recensione su un film che ha segnato (nel bene o nel male) la storia del cinema. La prima pubblicazione è su uno dei capolavori di Stanley Kubrick: Arancia Meccanica.

È meglio che l’uomo sia malvagio per natura o buono artificialmente? È questa la domanda base del libro di Anthony Burgess “Arancia Meccanica”, scritto nel 1962 e trasportato su pellicola nove anni dopo da Stanley Kubrick.

Trama:

La storia tratta di un giovane ragazzo chiamato Alex De Large (interpretato da un grandissimo Malcolm McDowell) di quindici anni che, insieme ai suoi amici, ha come passatempo lo stupro, l’assunzione di droghe pesanti, le risse e la musica di Beethoven  (più o meno come 50cent). Durante una rapina, Alex travolto da un raptus, uccide una signora con soprammobile a forma di fallo (non che la cosa sia importante per il film, ma è un particolare simpatico) e nel momento della fuga dal luogo del misfatto, i suoi compagni lo tradiscono e lo consegnano alla polizia. Da questo momento (cito dal film) comincia la parte lacrimosa della storia. Il nostro protagonista, condannato per i suoi crimini, viene condotto in prigione, ma la sua voglia di fare del male lo tormenta e cerca dei modi per uscire dalla prigione. L’occasione si presenta con la cura Ludovico, un trattamento sperimentale che ha le facoltà di neutralizzare e controllare le emozioni. Alex si sottopone al trattamento e alla fine di questo non riuscirà più a praticare le sue amate passioni date che, quando è in procinto di compiere qualcosa di “negativo”, forti crampi allo stomaco lo paralizzano rendendolo innocuo. Visto il successo della cura, Alex viene subito riabilitato per affrontare una nuova vita, da cittadino modello, ma è in questo momento che comincia il suo inferno e come tutte le anime che vi entrano, anche lui dovrà subire la legge del contrappasso.

Analisi:

Si possono fare critiche negative su questo film? No. Neanche una piccola? Proprio no. Un film di questo calibro è solo da lodare sotto ogni punto di vista (e non lo dico per farmi bello di fronte a Kubrick, che tanto è morto RIP): dalla colonna sonora (capolavoro nel capolavoro), tecnica di regia, recitazione, sceneggiatura fino al più misero dei dettagli. Le critiche negative vanno verso quelle persone (e ce ne sono) che non hanno intuito la vera natura del film.

E non parlo solo di persone comuni, ma anche di alte autorità all’interno della televisione e dello stato. Solo il fatto che Arancia Meccanica sia andato in onda per la prima volta in Italia nel 2007, ben 36 anni dopo la sua uscita, è una vergogna. Non nego che ci siano eccessi di violenza nel film e non è sicuramente adatto per essere trasmesso in prima serata ma questa brutalità è necessaria per la costruzione del personaggio e per la filosofia del film. Il nostro protagonista incarna il “male” in persona, non ha nessuna pietà e nessuna compassione ma è comunque un essere umano e ha diritto di essere rispettato e di compiere le azioni che decide. In poche parole il film vuole dirci che è meglio scegliere di agire nel male che essere costretti a fare del bene.

Voto:

Arancia Meccanica è meraviglioso (mi sento un po’ ridondante), un film che tutti devono vedere. E per tutti intendo proprio tutti! Quindi al prossimo pranzo con i parenti vi consiglio di guardarlo insieme a loro. Io l’ho fatto e a mia nonna è piaciuto molto (e mia nonna ha un ottimo gusto cinematografico, garantisco!). Voto: 8 ½.

Citazione:

“È buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo.”

Giulio Zancanella

5 Commenti

  1. Io non penso che il film sopravvalutato, anzi è l’unico caso in cui una pellicola, invece di rovinare l’opera letteraria da cui è tratta, la esalta e aiuta a capirla (per chi ha letto il libro, sa che mi riferisco soprattutto all’aspetto linguistico!). Ritengo però che l’analisi fatta in questo post sia troppo scarna: le tematiche della storia sono tante e difficili, avrei consigliato una documentazione più approfondita prima di scrivere una recensione al film.

  2. Ti posso assicurare che la documentazione è più che approfondita ma come hai scritto le tematiche sono molte e trattarle tutte è impossibile in una recensione di questa lunghezza. Per un film come questo si potrebbero scrivere interi volumi senza analizzarlo completamente. Il mio articolo voleva solo suggerire spunti di ragionamento per chi si approcciava a vedere il film per la prima volta. Per curiosità, su che punti avrei dovuto approfondire?

  3. Arancia Meccanica è solo uno fra i molti film tratti da un libro che sono riusciti ottimamente ad esempio: quasi tutti i film di Kubrick o ” Il tamburo di latta ” , ” Il conformista”, “La ciociara” e tantissimi altri ancora. Arancia Meccanica e sicuramente un film che segue alla perfezione la traccia del libro ( non contando il secondo omicidio, il finale ed altre piccole parti che giustamente sono state tagliate dal regista) ma non è unico in questo.

  4. Hai ragione, un post soltanto non basta ad analizzare il film, ma una frase come “Il nostro protagonista incarna il “male” in persona” mi è sembrata un po’ limitativa e forse anche fuorviante (perché la cattiveria di Alex nasce da un determinato contesto socio-culturale), soprattutto per chi questo film non lo conosce bene. Io mi sarei soffermata su altri punti, senza per forza andare troppo in profondità ma dando un piccolo assaggio per invogliare qualcuno che non ha mai visto il film a vederlo. Ad esempio, avrei spiegato l’origine del titolo, perché sono certa che in molti se lo sono chiesto.

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