CINEMA – Come un Tuono (BOOM)

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  • Regia: Derek Cianfrance
  • Sceneggiatura: Derek Cianfrance, Ben Coccio, Darius Marder
  • Cast: Ryan Gosling, Bradley Cooper, Rose Byrne, Eva Mendes, Ray Liotta, Ben Mendelsohn, Dan DeHaan, Emory Cohen
  • Durata: 140 minuti
  • Anno: 2013
  • Genere: Drammatico

TRAMA

Luke (Gosling) è un motociclista acrobatico in uno spettacolo all’interno di una sagra ambulante. In una tappa rincontra una sua vecchia fiamma (Mendes), dalla quale scopre inaspettatamente di avere un bambino. La vita di Luke cambia radicalmente e decide di rimanere con il bambino. Riesce a trovare lavoro, ma la paga è troppo bassa e non riesce a mantenere la famiglia e decide quindi di rapinare le banche del paese per “arrotondare” il salario. In una rapina viene inseguito da un poliziotto (Cooper) che accidentalmente uccide Luke. Da quell’istante la vita del poliziotto prende una nuova piega e comincia una nuova vita anche per lui.

CRITICA

Derek Cianfrance è riuscito a fare un film veramente eccezionale, probabilmente il migliore di questa stagione cinematografica. È particolare, innovativo e denso di significati; il giovane regista americano è solo al terzo film ma è riuscito a mettere l’esperienza e la conoscenza di un regista ormai navigato. Certo non è un film privo di errori ma il nuovo modo di porsi in un film del genere è indubbiamente da premiare. Tecnicamente parlando è un film che si concentra principalmente su primi e primissimi piani, e molte carrellate che accompagnano i personaggi del film nei bellissimi panorami americani; la prima scena è un tocco di classe: un piano sequenza veramente ammirevole.

La vera particolarità che contraddistingue questo film è la capacità di legare tre storie diverse facendo in modo da rendere più fluente possibile il film, mi spiego: non è come “Crash-Contatto Fisico” o “America Oggi” dove il montaggio è alternato fra le scene dei vari protagonisti, qui vi è un vero e proprio passaggio del testimone fra attori principali, racchiuso in una scena girata magistralmente; il passaggio è fluido e inaspettato, ed è questa la grande invenzione di Cianfrance, il quale è riuscito a sorprendermi nella maniera più assoluta ed ho il motivo di credere che questo nuovo tipo di costruzione della trama avrà un grande successo.

I temi affrontati nel film sono molto profondi e principalmente riguardano il rapporto fra padre-figlio e il fatto che le colpe dei primi pesino sulle spalle dei secondi. Si avverte per tutta la durata del film, un forte rapporto con il destino, reso palese dal fatto che i personaggi del film ripercorrono le stesse strade, oppure compiono gli stessi gesti, oppure dalla prima scena in moto di Gosling, dove gira all’interno del “cerchio della morte” con la tranquillità e l’indifferenza più assoluta. Unendo queste due visione del film il regista sembra quasi proporre la teoria che non è colpa solo dell’ambiente in cui nasci a renderti ciò che sei (anche se ha una forte influenza), ma è il padre, o la mancanza di esso, a formarti.

Nel film ci sono però errori notevoli, credo dati da una mancanza di esperienza per il giovane regista: il film inizialmente sembra ambientato nei giorni nostri, ma solo dopo una didascalia con scritto “15 anni dopo”, si capisce che non è così; ci sono alcune scene troppo velocizzate temporalmente, forse per non far allungare ancora di più la durata del film (2 ore e 20), il finale mi è sembrato un po’ moscio rispetto all’alto livello del film, nel senso che avrei voluto un qualcosa di più forte e incisivo, ma solo dal punto di vista della sceneggiatura, in quanto nella regia non ho mai notato niente di sbagliato.

Ryan Gosling è riuscito a interpretare magistralmente il personaggio: le sue espressioni fredde e gelide mi ricordano Clint Eastwood, ma l’atteggiamento sullo schermo è di James Dean (speriamo non faccia la stessa fine). Bradley Cooper interviene nella seconda parte di film ed interpreta un gran personaggio, e riesce ad evidenziare un cambiamento sul carattere del personaggio in modo notevole. Anche i due ragazzi sono interpretati magistralmente da Emory Cohen (con il classico mascellone alla Brando) e Dan DeHaan che rincorrono le orme dei padri con la stessa capacità di recitazione.

Sono veramente entusiasta nel vedere che il cinema americano stia investendo su questo nuovo tipo di cinema (più europeo e meno americano), ma soprattutto su nuovi nomi.

VALUTAZIONE

Un film bellissimo, nonostante errori abbastanza gravi, la cui bellezza è alla portata di tutti ed è riconoscibile ad occhio nudo. Da vedere assolutamente, un film godibilissimo per tutti, poiché non è assolutamente noioso e non risulta mai pesante, anzi. Ribadisco: non potete perdervelo per nessuna ragione al mondo, altrimenti ci arrabbiamo.

VOTO

8

CITAZIONI

“Se corri come un fulmine, ti schianti come un tuono”

Giulio Zancanella