CINEMA – Cogan uccide dolcemente, e annoia clamorosamente

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Presentazione:

Cogan – Killing Them Softly  è un film presentato alla 65° Edizione del Festival di Cannes ed uscito nelle sale italiane nell’ottobre 2012, scritto e diretto da Andrew Dominik ed interpretato da un cast di buon livello, con attori del calibro di Brad Pitt, Ray Liotta e James Gandolfini.

 

Trama:

Coganracconta  di due rapinatori eroinomani che vengono assoldati per una rapina in una bisca clandestina di poker. Sperano di far ricadere di nuovo la colpa sul proprietario del locale (Ray Liotta) che anni prima aveva organizzato per gioco un furto al suo locale (un vero mattacchione!). Ma si sa che i drogati non brillano per la loro discrezione e così i due eroinomani si fanno scoprire e viene assoldato un killer (Brad Pitt) per eliminare i due ladri e il mandante del colpo. Tutto questo durante le elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel 2008, in un’America più democratica e che pensa di più al sociale.

 

Analisi:

Per descriverlo in poche parole farò un esempio: avete presente la sensazione di farfalle nello stomaco quando entrate in una sala cinematografica? Bene, dopo aver visto questo film le mie erano decedute. Intendiamoci, a livello di regia il film è ben curato, soprattutto per quanto riguarda la fotografia e il suono (che rappresenta uno dei tocchi di classe all’interno del film) ma nella pellicola esistono vari problemi; il problema principale del film è la sceneggiatura. Un tentato omaggio al genere pulp. Omaggio visibilmente mal riuscito. I dialoghi del genere pulp (quelli di Quentin Tarantino per intenderci)  sono solo apparentemente senza senso quando in realtà servono a scoprire chi è il personaggio e quali sono le sue caratteristiche ed esperienze.

Invece i dialoghi scritti da Dominik sono vuoti, non portano proprio a niente; sono strade senza nome e che non si sa bene dove finiscano.  Le scene in cui si può notare questa totale mancanza di significato sono molte ed evidenti e tutto il pubblico se ne può accorgere facilmente. Un altro grave errore del regista è stato non sfruttare a dovere il suo cast: quando hai nella tua scuderia un purosangue come Brad Pitt, non lo puoi lasciare fermo nel suo recinto, ma lo devi far galoppare per ore fino a stremarlo (si vede che il regista non è un buon fantino). Pitt in questo film ha offerto una buona interpretazione ma nulla di più, al di sotto delle sue infinite capacità; in poche parole non domina la scena.

 

Valutazione finale:

Il film, visto nel suo complesso, non raggiunge la sufficienza. Lo consiglio come classico film del giovedì sera, cioè quando in televisione non c’è nulla di troppo interessante ma non si ha voglia di andare a letto.

Voto: 5/10.

 

 Citazioni dal film:

“L’America non è un paese, è un business. Quindi pagami e basta, figlio di puttana.”.

 

Giulio Zancanella