CINEMA – Bling Ring (I’m Ding Ding Dong)

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Bling_Ring_(2013)_Sofia_Coppola

  • Regia: Sofia Coppola
  • Sceneggiatura: Sofia Coppola
  • Cast: Katie Chang, Israel Broussard, Emma Watson, Leslie Mann, Taissa Farmiga, Erin Daniels
  • Durata: 87 minuti
  • Genere: commedia
  • Anno: 2013

TRAMA

Los Angeles è la citta dove si radunano tutti i più grandi vip di Hollywood, costruiscono case sontuosissime con piscine, discoteche e guardaroba giganti. Spesso però, si dimenticano di installare sistemi di sicurezza affidabili tantoché un semplice gruppo di ragazzi, invidiosi dalla vita dei famosi, riesce ad entrare nelle loro case. Affascinati dalle numerose lussurie che li circondano, cominciano a rubare vestiti e gioielli, vantandosi delle imprese con i coetanei. Le star non si accorgono dei furti ma delle videocamere li colgono in flagrante e comincia la caccia alla banda del Bling Ring.

CRITICA

Il trailer di “Bling Ring” è passato ininterrottamente per una settimana su tutti i canali televisivi, convincendomi di dare l’ennesima opportunità a Sofia Coppola che dopo “Lost in Translation” non ha più saputo girare un film di pari livello. Con la grande speranza che il padre gli abbia passato qualche qualità nel dirigere la troupe (Francis Ford Coppola è il regista che espone più Oscar sulla mensola del camino in soggiorno), entro nella sala del cinema. Mentre guardo il film, comodamente seduto sulla mia poltroncina di velluto rosso, ho un ictus. Dopo essermi risvegliato in ambulanza e aver raccontato la trama del film ai paramedici, mi riaccompagnano a casa e mi rimborsano il biglietto del cinema.

Cominciando a riassumere i vari problemi, il più grave è l’amoralità del film: la pellicola resta completamente imparziale nei confronti delle rapine dei ragazzi e del contesto sociale che viene a crearsi intorno  loro; cara Sofia, stai facendo un film su ragazzi che sniffano anche la farina, rubano e si vantano delle loro gesta, e tu vuoi essere neutrale a certe tematiche? Vai a farti insegnare due o tre cosine dal papi e poi torna a fare i filmetti che facevi. La storia è talmente ripetitiva e noiosa che mi annoia solo il cercare di ricordarla. Per i tre quarti del film si assiste a rapine in casa di Paris Hilton e Lindsay Lohan, dopo i ragazzi vengono arresti e finisce il film. Questa si può chiamare trama? Forse è così malfatta perché il film è ispirato ad un articolo di Vanity Fair; io m’immagino la buona Sofia sdraiata sotto l’ombrellone sulla spiaggia di Copacabana a leggere la sua rivista di moda, quando all’improvviso ha quest’idea fulminante: fare un film con i soldi di Papi Francis.

Lo stile documentaristico che la Coppola ha voluto imprimere non ha saputo rappresentare le immagini, che avrebbero dovuto essere commentate da una regia più partecipativa e artistica, invece si è scelto di sacrificare la fotografia e una direzione artistica più propositiva. Ci sono poi delle vere e proprie scene inutili, ad esempio c’è un’inquadratura fissa, stile webcam, di almeno un minuto e mezzo, su un ragazzo che “canta”; se fosse stata contestualizzata avrei cercato di capire a cosa si rifesisce questa, cosa che invece risulta impossibile.

La recitazione dei ragazzi non è tra le peggiori ma neanche fra le migliori che ho visto in un film, considerando di maggior importanza la presenza Emma Watson che sicuramente ha attirato pubblico maschile. L’interpretazione è stata svantaggiata dalla piattezza dei personaggi, che non hanno avuto la profondità sociale e psicologica necessaria.

VALUTAZIONE

Se guardate il trailer potrete dire di avere visto il film (cosa di cui non mi vanterei). Fortunatamente ne escono pochi all’anno di film di questa bassezza, anche se alcuni, come questo, cercano di mettersi i tacchi.

VOTO

3 ½

CITAZIONI

“Paris Hilton è a una festa a Las Vegas, stasera. – Dove abita?”

Giulio Zancanella