“Arti Perdute?”: la danza della ceramica

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10734144_875087165837824_5177973372927929856_nDomenica 9 novembre, presso l’Aula Didattica del Museo Atestino, si è tenuto un singolare ed estremamente affascinante spettacolo, in cui musica e lavorazione della ceramica dal vivo venivano accostate con risultati sorprendenti.

L’evento rientra nel novero delle iniziative promosse dall’associazione culturale Fantalica all’interno della mostra “Arti Perdute?”, che si propone di dare risalto alle arti della tessitura e della lavorazione della ceramica, spesso lontane dalla ribalta, ma profondamente radicate nel nostro territorio.

A rappresentare le due anime del progetto c’erano da un lato il maestro ceramista Orlando Andrian, che oltre a firmare tre delle opere esposte nella mostra, è docente nei vari corsi di lavorazione della ceramica attivati in concomitanza con l’iniziativa; dall’altro l’ensemble Zephyros, quartetto acustico che con le sue sonorità avvolgenti, capaci di trasportare in mondi lontani eppure quasi tangibili, rappresentava il controcampo musicale ideale per il laboratorio dimostrativo.

L’esibizione, forte di questo accostamento tanto inconsueto quanto intrigante, è stata di grande impatto emotivo. Mentre la musica vibrava nell’aria, colmando di suggestioni l’ambiente, la ceramica danzava sul tornio, guidata dal tocco delle sapienti mani del maestro, gonfiandosi, piegandosi e torcendosi in coreografie di estrema armonia. Si è rivelato così in tutta la sua forza il processo creativo di quelli che spesso ci appaiono come oggetti quasi scontati, tanto siamo abituati a vederli nella vita di tutti i giorni, permettendo così di riscoprire la magia di un’arte che forse alcuni di noi credono perduta, ma è ancora viva e potente.

 

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