Liu Bolin, l’arte non può mentire

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Questa settimana vi propongo un qualcosa di a dir poco alternativo, completamente fuori dagli schemi. Niente tele, dipinti o maghi della scultura. Un qualcosa di sorprendente, innovativo e… camaleontico!

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Per chi non lo conoscesse, questo pazzo artista si chiama Liu Bolin, nato a Shandong, in Cina, nel 1973 e, durante la sua giovane età, segue gli studi all’Accademia Centrale d’Arte Applicata. Liu è uno di quei tanti artisti che negli anni ’90 era già ben formato professionalmente, in un paese che tentava di rialzarsi dopo molte riforme culturali e che stava sentendo una forte crescita sia economica che politica.

Espose una sua prima mostra fotografica a Pechino nel 1998, dopo la quale liu_bolin_06Liu ottenne molti riconoscimenti internazionali. Tra tutte le sue successive esposizioni e il suo lavoro, le più importanti opere sono state esposte al festival della fotografia contemporanea a Les Recontres d’Arles, e ha tenuto mostre personali alla Dashanzi Art Zone di Pechino (2007), alla Galleria Bertin-Toublanc di Parigi (2007), da Eli Klein Fine Art a New York (2008) e alla Galleria Boxart di Verona (2008/2010). Oggi vive e prosegue il suo percorso a Pechino.

Liu_Bolin_HITC_No_69_Graffiti_photograph___120x95cm_2008I suoi scatti fotografici, unici ed originali, evidenziano le capacità artistiche di Bolin. La sua tecnica è basata sul dipingere il proprio corpo interamente, volendo rendere l’effetto di trasparenza corporea, una fusione uomo-natura. Usa 0003107D97080D2F36F8D37F9se stesso come tela sulla quale poter dipingere, dando l’impressione di essere entrato all’interno dello sfondo o del paesaggio retrostante. Affiancato da una troupe di aiutanti, fotografi, scenografi e body painters, effettua le rappresentazioni dipingendo sia il proprio corpo che quello di modelli o gente comune, tentando di rendere un effetto quasi psichedelico nei suoi risultati.

Marta Goldin