“Che la pelle sia solo un semplice vestito?” Francesco Albano e le sue sculture

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Istanbul-Artists-003mLa scultura ci permette di modellare ad immagine dei nostri pensieri qualsiasi tipo di materiale. La scultura rende libera la nostra creatività, i nostri segreti e lascia che i nostri pudori risultino semplici increspature nella materia. Ognuno di noi vive e pensa all’arte non sempre seguendo il pensiero comune o il gusto, ma talvolta s’impegna a ricercare dimensioni fuori dagli schemi, particolarità che puntano all’attrazione e al coinvolgimento puro.

Un artista enigmatico, Francesco Albano, riesce dalle sue opere, a lasciar trasparire il suo punto di vista nei confronti dell’uomo e della sua esistenza.

Francesco si laurea presso l’Università di Belle Arti di Carrara nel 2000 e cinque anni dopo riesce a vincere il Premio Nazionale delle Arti per la scultura. Nel 2008, a Milano, organizza finalmente una sua prima mostra personale, intitolata “Ogni giorno Bestiario” e solo un anno dopo arriverà anche la seconda, ”Cinque pezzi semplici“, nella Galleria degli Ex Marmi di Pietrasanta.11313599526_1f4a27f446_o Nel 2011, le sue opere vengono esposte in diverse mostre collettive dal titolo “Lo stato dell’arte, Tese di San Cristoforo, Arsenale”, in contemporanea con lo svolgimento della Biennale di Venezia. Seguendo il suo percorso artistico, arriva sino ad Istanbul, cinque anni fa. Qui, la sua arte, s’incontra con l’interesse di molti esperti nel settore della scultura ed inizia ad acquistare importanza e fama sulle rive del Bosforo.

Nelle sue lavorazioni non si limita a rapressentare il corpo umano come tutti noi, oggigiorno, siamo abituati a vedere: snello, slanciato, formoso, rigido e anatomicamente perfetto. Lavorando cera e poliestere, dà vita a delle vere e proprie macabre figure. Mette in primo luogo la fusione fra ossa e corpo, elementi tramite i quali ricerca una propria espressione artistica, un rapporto stretto con l’essere e la materia. Albano riesce a combinare questi due elementi alla perfezione, suscitando, agli occhi dell’osservatore, quel sentimento di drammaticità e vuoto, di deformità e incomprensione. Le ossa sono la struttura e la base del nostro corpo, mentre la pelle è il nostro vestito. La pelle è quel confine fra il mondo esterno e noi, ci protegge e ci definisce. Ciò che l’artista realizza è un insieme di elementi irregolari, privi di quiete, che inducono ad abbandonare la regolarità e a seguire i sentimenti.

La sua ultima mostra, rimasta aperta sino agli sgoccioli del 2013, prese il nome di “On the Eve“, volendo così ricondurre le idee al tema dell’alba e del tramonto, a quell’istante in cui la notte e il giorno si fondono e si perde la percezione della loro differenza. Albano riprende questo momento riuscendo ad adattarlo al rapporto fra la pelle e lo scheletro, lasciando vagare liberamente l’immaginazione nel fascino generato fra queste due materie così contrastanti e inseparabili.

Marta Goldin