giovedì 21 Novembre 2019
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ARTE – Virus Banksy

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Dissacrante, irriverente, sarcastico e distruttivo: Banksy è l’urlo viscerale proveniente dallo stomaco della società del XXI secolo, un virus del sistema, che mostra l’idiozia e la meschinità della figura umana nell’era tecnologica.

Banksy, proviene dal “Wild Bunch”, un circolo culturale nato negli anni ’90 a Bristol, dal quale sono emersi artisti come i Massive Attack e Burial; oltre a ciò, non si possiedono molti dati su questo artista, anzi si hanno solo poche foto.

Il mistero che aleggia attorno a Banksy, non fa altro che aumentare i suoi intenti e la sua fama. Il writer inglese è diventato una sorta di fantasma, una maschera: figuratamente si può arrivare addirittura a dubitare della sua esistenza, esso può essere visto come una “coscienza sociale”, che opera osservando e analizzando con occhio critico i paradossi dell’uomo, rielaborandoli secondo la propria sensibilità ed esponendoli davanti a tutti noi.

L’intento di Banksy è quello di parlare dell’uomo  che vive il nuovo millennio, che viene comprato ed usurato da fenomeni quali il consumismo, il finto benessere e l’accecante autoritarismo delle istituzioni, ma anche che aspira e vorrebbe giungere al pacifismo. Rappresenta ciò servendosi della tecnica dello “stencil” e utilizzando ampiamente il sarcasmo.

"A volte mi sento così ammalato per le condizioni del mondo tanto che non riesco a finire la mia seconda torta di mele"
“A volte mi sento così ammalato per le condizioni del mondo tanto che non riesco a finire la mia seconda torta di mele” Banksy

" Non possiamo fare niente per cambiare il mondo finchè il capitalismo non crollerà. Nel frattempo noi dovremo tutti andare a fare shopping per consolarci"
” Non possiamo fare niente per cambiare il mondo finchè il capitalismo non crollerà. Nel frattempo noi dovremo tutti andare a fare shopping per consolarci” Banksy

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Di fondamentale importanza inoltre, è l’irriverenza e l’ironia rintracciabile in quasi tutte le opere di Banksy: con questi strumenti ironizza sulla ristrettezza mentale riguardante, ad esempio, le leggi e il comune pensare contro i writer ed i graffiti, ma anche prendendo in giro i “cops” e le guardie reali, ritraendoli in posizioni lontane dalla serietà e dalla professionalità delle forze d’ordine inglesi.

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Banksy con la sua assenza fisica ha fatto di se una bandiera dell’anticonformismo: contrariamente a leggende come Keith Haring o Shepard Fairey, non gode minimamente della sua fama e non vuole goderne. In un mondo volto al successo, alla brama di denaro e alla visibilità, quest’uomo sparisce, si nasconde da tutto e da tutti,  per i suoi ideali.
Ma chi è allora Banksy? Banksy può essere uno di noi, un uomo che aborrisce il sistema e attraverso la sua arte, tenta di cambiare il pensiero comune.
Banksy è l’anticonformismo, è colui che che si sottrae da tutte le regole per poter esprimere quando, dove e come preferisce i propri ideali e la propria sensibilità.

Davide Grigatti

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