ARTE – Lino Dinetto, “Bellezza e Arte”

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DSC_0875Dal 19 Ottobre 2013, grazie alla collaborazione fra l’amministrazione comunale di Este e il centro culturale “La Medusa”, è stato possibile riportare nella nostra cittadina l’arte di uno dei maggiori esponenti veneti: Lino Dinetto. Con la sua mostra “Bellezza e Arte“, ci propone più di cento opere suddivise fra tre importanti sedi: la Pescheria Vecchia, il Museo Nazionale Atestino e la sede de “La Medusa”, presso il chiostro dell’ex Vescovile.

Lino Dinetto nasce a Este il primo Settembre del 1927 e si forma a Venezia, studiando la tradizione dei pittori veneti. Subito viene attratto dalla pittura “en plein air” e i Colli Euganei si rivelano un luogo ideale per liberare questa sua passione. Trasferitosi a Milano, grazie a Sironi e Carrà approfondisce il Futurismo e la Metafisica, riguardanti la pittura a grandi dimensioni. Ricerca l’ordine negli elementi e nella loro possibile fusione con il colore.
Si dedica alla creazione di grandi dipinti con una serie di affreschi, ricevendo uno dei primi incarichi dall’Abbazia di Monte Oliveto, in Toscana, dove gli viene affidata la rappresentazione dell’Ultima Cena.
Parte nel 1950 per Montevideo in Uruguay, dove s’impegna nell’affresco dell’intera Cattedrale di S. José. Al termine dei lavori, divenuto un rinomato e sempre più richiesto artista, dal 1955 al 1960 dirige i corsi di pittura e disegno presso l’Istituto delle Belle Arti “S. Francisco” a Montevideo. Grazie a questo lungo periodo distante dalla sua terra natale, inizia gli studi dedicati al cubismo. Dinetto trasforma la sua arte, provando nuovi esperimenti, uscendo dalle idee che finora aveva sempre realizzato. Nel 1955 e nel 1957 produce due serie chiamate “i Porti” e “il Cosmo”, ottenendo il Gran Premio Internazionale di Punta del Est nel 1959. Durante lo stesso anno, il Museo d’Arte Moderna di San Paolo del Brasile allestisce in suo onore una mostra. E’ il 1960 e Lino Dinetto ritorna in Italia, rimettendosi subito all’opera. Nel ’63, a Foligno, affresca il chiostro di S. Maria in Campis con le Storie monastiche; si sposta poi in altri paesi come Monza, Mantova e Roma, fino ad arrivare a d operare nella chiesa di Montecarlo, per il Principe Ranieri. Affresca anche la Cappella di S. Chiara della Pontificia Basilica del Santo a Padova.
La passione per l’arte l’ha portato alla libera esplorazione di un mondo ricco, per lui, di prospettive.

DSC_0817Fra le opere esposte nelle tre sedi, Dinetto ci offre alcuni quadri che dedica proprio ad Este, immortalandone gli angoli più noti, come il ponte di San Francesco o piazza Maggiore, ma anche quelli più nascosti, che rievocano forti ricordi nella sua memoria. Nessun altro artista aveva mai dedicato così tanti dipinti alla nostra città.

Nelle sue varie rappresentazioni, non teme di ricoprire grandi spazi con le sue pennellate ricche di colore. DSC_0782Ci presenta corpi nudi, in pose composte o in momenti di caos, con linee non sempre definite, riuscendo tramite il colore a creare equilibrio e movimento fra le varie figure. Volti che lanciano sguardi ricchi di serenità, momenti di grande tensione resi con una moltitudine di tinte in contrasto fra loro. L’artista non si limita solo in campo pittorico, ma si cimenta anche nella scultura, dando forma a figure dall’espressione calma e dalle posture ordinate. DSC_0906Dinetto vuole lasciare allo spettatore l’interpretazione delle sue opere, vuole che chi osserva i suoi dipinti si senta coinvolto nella scena rappresentata sulla tela, ma allo stesso tempo che si senta di poter provare emozioni e sentimenti in totale libertà.

DSC_0840Sarà ancora possibile visitare le varie esposizioni fino al 17 Novembre 2013, presso le quali è acquistabile il catalogo della mostra e una serie di cinque cartoline con la riproduzione dei luoghi più significativi dedicati ad Este.

Orario di apertura

Giorni feriali: dalle 15.30 alle 19

Festivi: dalle 9.30 alle 12.30 / dalle 15.30 alle 19

La visita delle scuole può essere richiesta alla mattina

Per info e prenotazioni: 335-8368237

Articolo e fotografie a cura di Marta Goldin