ARTE – Alla scoperta di un mondo nascosto

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“Per sfuggire al mondo non c’è niente di più sicuro dell’arte e niente è meglio dell’arte per tenersi in contatto con il mondo.”

Johann Wolfgang Goethe

Questo spazio del giornale è stato riservato all’arte e a tutto ciò che concerne le attività artistiche e culturali che riguardano la nostra cittadina. So benissimo che per chi ci abita può essere un posto noioso e monotono ma siete sicuri di poter dire che lo conoscete realmente?

Una mattina svegliatevi con un po’ di buona volontà e immaginate di trovarvi in un posto mai visto, persi in questo paese, e cominciate a girovagare… cosa vedete, cosa vi sembra ciò che vi circonda?

Ogni villa, ogni casa, ogni giardino, ogni albero e panchina in questo luogo ha un’anima. Noi ci passiamo di fianco, guardiamo distratti e non  ci fermiamo mai un attimo a pensare che tutto ciò che ci circonda magari ha una storia segreta da raccontare!

Tutto ciò è arte, perché in fondo un’opera d’arte è soprattutto un’avventura della mente, e noi anche soffermandoci qualche minuto potremmo intraprendere un grande viaggio. Este è ricca di arte e sarebbe giusto che tutti la conoscessero, tutti abbiamo la straordinaria capacità di fantasticare e allora perché non dare Vita a ogni singolo angolo di questa città con la nostra mente?

Io comincerò a parlarvi di questo paese che ha una millenaria storia e che anche io come voi non conosco molto bene, ma magari inizieremo insieme ad apprezzarlo.

Sapevate che salendo verso Calaone c’è un’elegante villa denominata Kunkler? Fu costruita in corrispondenza di un antico convento di Cappuccini. Qui tra il 1817 e il 1818 furono ospiti i due celebri poeti inglesi Byron e Shelley. La parte più appariscente della villa è data dalla scuderia in legno, detta “palasso de tola”, simile a un’isba russa, fatta costruire dal barone Adolfo Kunkler per il suo cavallo favorito, alla fine dell’ottocento. Alcuni versi sono riprodotti su di un pannello posto a fianco dell’entrata della villa:

“Isole in fiore sì, si trovano

nel mare della vasta Angoscia.

Fu ad una di esse che stamane

giunse la mia barca

dai delicati venti pilotata.

Fra i monti Euganei mi trovai,

e ascoltavo il peana

che legioni di cornacchie alzavano

al maestoso sorgere del sole”

Questi versi furono scritti da Shelley durante il suo soggiorno atestino.

Sapendo che nella nostra città ci furono illustri poeti, spero di avervi convinto anche solo un po’ a cominciare a guardarla con occhi diversi perché ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità.

Katy Fiandaca