Violenza sulle donne, al via raccolta fondi per aprire un centro di studio del fenomeno

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(Foto: www.ilsitodelledonne.it)
(Foto: www.ilsitodelledonne.it)

Venticinque anni fa nasceva il Centro Veneto Progetti Donna, inizialmente una linea telefonica dedicata all’ascolto di donne in difficoltà nel luogo di lavoro. Ma dal 1990 ad oggi il Centro ha compiuto passi da gigante diventando l’unico Centro Antiviolenza di Padova e provincia riconosciuto dal Dipartimento delle Pari Opportunità.

In questi anni di attività il centro padovano, i centri dislocati nel territorio (Este, Piove di Sacco, Cittadella) e gli Sportelli (Padova, Abano, Cadoneghe, Vigodarzere) sono stati il punto di riferimento per circa 5000 donne in difficoltà e per i loro figli. Solo nel 2014 872 donne si sono rivolte al Centro e il 62% sono madri con figli molto spesso vittime di violenze assistite. L’associazione mette a disposizione un’equipe di psicologhe, psicoterapeute, educatrici e avvocati per accompagnare le donne in un cammino lungo e faticoso ma fondamentale per riprendere in mano le redini della loro vita.

Quest’anno il Centro Veneto Progetti Donna vuole festeggiare i suoi 25 anni di attività compiendo un altro passo molto importante: l’istituzione di un Osservatorio contro la violenza sulle donne. Si tratta di un Ente predisposto allo studio del fenomeno attraverso la raccolta scientifica dei dati che permetterà di ottenere una fotografia del fenomeno e delle sue caratteristiche e renderà possibile l’adeguamento dei servizi alle esigenze delle donne. A questo scopo è stata avviata una campagna di crowdfunding, una pratica di micro-finanziamento dal basso, grazie alla quale ognuno di noi potrà donare una quota per sostenere il progetto. Il contributo in denaro permetterà al Centro di dotarsi di un nuovo programma di raccolta dati attivo 24 ore su 24 e di una strumentazione tecnologica adeguata (computer, tablet e laptop) e parallelamente, con l’istituzione dell’Osservatorio, si potrà studiare il fenomeno in maniera più approfondita, raggiungendo così più donne possibili e sensibilizzando la cittadinanza.

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