Tari, dal 2014 il Comune di Abano non ha mai sbagliato il calcolo

Il Comune aponense non è tra quelli che hanno sbagliato nel calcolare la parte variabile della tassa sui rifiuti, facendo lievitare i prelievi anche fino al 100%

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ABANO TERME. Nelle scorse settimane un’interrogazione parlamentare di Giuseppe L’Abbate (Movimento 5 Stelle), rivolta al sottosegretario all’Economia Pier Carlo Baretta, ha fatto emergere che diversi Comuni hanno sbagliato nel calcolare la parte variabile della tassa sui rifiuti (Tari), facendo lievitare i prelievi anche fino al 100%.

La risposta del dipartimento Finanze del ministero dell’Economia è arrivata lo scorso 20 novembre, con la pubblicazione di una circolare che illustra la corretta modalità applicativa della Tari. È il ministero stesso a definire corretta la modalità in cui la quota variabile viene computata una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica, che è la somma dei metri quadri dell’abitazione e le relative pertinenze. Chiunque riscontri un errore nella parte variabile della tassa sui rifiuti, può dunque chiedere il rimborso del relativo importo da quando è entrata in vigore la Tari, nel 2014.

Dalla circolare si evince un’importante notizia per i cittadini aponensi: il Comune termale ha calcolato in maniera corretta la Tari, applicando una sola quota variabile, applicata solo all’unità abitativa e non anche alle pertinenze (garage, cantine, e via dicendo). Alle pertinenze infatti è stata applicata solo la quota fissa commisurata alla superficie. Una modalità di calcolo che il Comune di Abano applica sin dall’introduzione della Tia (tariffa igiene ambientale) avvenuta nel 2004. Insomma: i cittadini aponensi non hanno mai pagato più del dovuto.

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