Sparò al ladro che fece irruzione in casa, macellaio condannato a 4 anni e 11 mesi

Walter Onichini, 37 anni, aveva ferito e caricato in auto il malvivente, per poi abbandonarlo poco lontano. Per il giudice non si è trattato di legittima difesa

1257

LEGNARO. Per aver ferito e abbandonato in un campo il ladro che gli stava rubando la macchina, Walter Onichini, 37 anni, è stato condannato a quattro anni e undici mesi, più l’interdizione temporanea dagli uffici pubblici e un risarcimento di 24.500 euro. Questa la decisione presa dal Tribunale di giustizia di Padova che ha condannato il commerciante per aver sparato a un malvivente introdottosi nella sua villetta, assieme ad altri, per compiere un furto. Secondo l’accusa, il macellaio aveva sparato con l’intenzione di uccidere.

I fatti risalgono alla notte del 22 luglio 2013 quando, in via Montegrappa a Legnaro, il macellaio aveva sparato verso alcuni malviventi che, dopo aver fatto irruzione nella villetta, stavano cercando di rubargli l’auto. A rimanere leso uno dei ladri, all’epoca 21enne, che dopo essere stato colpito dal proiettile era stato allontanato dal proprietario di casa. Abbandonato dal macellaio a circa un chilometro dall’abitazione – probabilmente per non farsi rintracciare – il ladro era stato ritrovato all’alba da un passante, ferito ma ancora in vita. Soccorso dai volontari del Suem 118, gli era stata asportata la milza. Processato il 9 febbraio 2017, senza confessare i nominativi dei complici, è stato condannato a 3 anni e 8 mesi ed è oggi latitante. Pena ben più pesante quella richiesta dal pm Emma Ferraro per Onichini: il pubblico ministero infatti, intravedendo nell’utilizzo dell’arma da fuoco l’intenzione di uccidere, aveva chiesto per lui 5 anni e due mesi di prigione.

L’imputato, durante il processo, si è difeso sostenendo di aver temuto che i rapinatori avessero rapito il figlio, ma agli occhi del giudice quella del macellaio non è stata legittima difesa. Alla lettura della sentenza in tribunale a Padova si è scatenata la protesta del pubblico, composto in buona parte da amici e sostenitori del commerciante. In molti, anche all’esterno dell’aula, hanno manifestato la propria solidarietà nei confronti di Onichini: «Io tra Abele e Caino sono sempre dalla parte del primo e mai del secondo, io tra chi difende la propria casa e la propria famiglia e chi invece la aggredisce sto sempre dalla parte del primo, e mai del secondo» ha commentato il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli.

Salva Articolo

Lascia un commento