Il sogno di Alberto: «Una spedizione al Polo Nord per colmare il vuoto lasciato da papà»

Il 25enne di Este è in corsa per partecipare all'avventura organizzata da una marca di outdoor: 300 chilometri in 7 giorni, a bordo di slitte trainate da cani. Ma è indietro in classifica e ha bisogno di voti

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ESTE. «Lo diceva sempre papà: la montagna è una metafora della vita. Nulla ti arriva senza il giusto impegno. Per arrivare in cima dovrai sempre metterci tutto te stesso». Alberto Bressan, 25 anni, studente alla facoltà di Agraria dell’Università di Padova, con suo padre Antonio condivideva la passione per le escursioni, le vette da scalare, il freddo glaciale che penetra fino alle ossa. Un amore coltivato fin dalla più tenera età: «A tre mesi mi hanno portato in montagna per la prima volta. Da allora non ho più smesso».

Papà Antonio se n’è andato lo scorso 6 ottobre ad appena 61 anni, portato via da un male incurabile. Faceva l’elettricista e in città lo conoscevano tutti. La scomparsa del genitore lascia un vuoto incolmabile dentro Alberto che qualche settimana dopo, mentre sta navigando sul sito web della Fjällräven, un’azienda svedese di abbigliamento tecnico outdoor, nota una sezione dedicata all’edizione 2018 della Fjällräven Polar: una spedizione di una settimana (dal 9 al 16 aprile), al di sopra del circolo polare artico, in cui i 20 partecipanti dovranno percorrere circa 300 chilometri nella tundra scandinava a bordo di slitte trainate da cani. Lo scopo è dimostrare che chiunque – l’avventura è rivolta a “persone normali” – col giusto equipaggiamento e le indicazioni di guide esperte, può sopravvivere alle temperature abissali (anche -30 °C) del Polo Nord.

Ad Alberto l’idea si fissa immediatamente in testa e sembra non volersene andare più. «Non riesco a pensare ad altro. Sarebbe un’esperienza che probabilmente mi cambierebbe nel profondo e mi aiuterebbe a riempire il vuoto lasciato da mio padre. Egoisticamente vorrei partecipare a questo sogno, ma razionalmente so che è impossibile». “Razionalmente impossibile”, a suo dire, perché la selezione dei partecipanti all’avventura è in capo agli utenti del web, chiamati a esprimere la propria preferenza sulle candidature presentate dagli aspiranti esploratori. «Hanno suddiviso il mondo in dieci macroregioni, io sono nella “Mediterranea”. Per ciascuna regione prendono due persone: la prima con il maggiore numero di voti e la seconda scelta da una giuria».

Allo stato attuale, la graduatoria di zona è guidata da un ragazzo greco e una ragazza portoghese, rispettivamente con oltre 5.300 e 4.800 voti. Alberto è 50esimo con 271 preferenze. «Non sono assolutamente una persona social, anzi sono molto riservato. Ma prima di mollare voglio provarci ugualmente fino in fondo». Le votazioni scadono il 14 dicembre e la rimonta, eventuali prodigi della Rete a parte, pare effettivamente molto difficile. «Realizzerò anche un video autopromozionale da inserire nel mio profilo, in modo da convincere la giuria qualora non fossi in testa alla classifica. Anche se per questa volta non venissi selezionato, comunque, sono deciso a fare un’esperienza del genere per conto mio». Per molti dei partecipanti, l’occasione di prendere parte alla Fjällräven Polar è un modo per mettere alla prova i propri limiti. Non per Alberto: «Trovarmi in situazioni di difficoltà fisica, in mezzo alla natura selvaggia, mi permette di raggiungere uno stato di tranquillità che adesso non ho. Mi fa stare bene, mi fa sentire felice».

CLICCA QUI PER VOTARE ALBERTO: http://polar.fjallraven.com/contestant/?id=1343&backpage=3&order=popular&region=3

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