Santa Tecla, contro la demenza ecco la “terapia della bambola”

Si tratta di un trattamento non farmacologico riconosciuto a livello internazionale. L'obiettivo è aiutare coloro che soffrono di questo problema ad aprire nuovi canali di comunicazione per ridurre la tensione e l'ansia

739

ESTE. Le bambole non sono solo giocattoli, ma anche “medicine” per le persone affette da demenza. Recuperare i gesti e i riti del prendersi cura di una “piccola” può aiutare anziani che soffrono di questo problema a frenare l’ansia e l’agitazione da cui a volte sono travolti. Anche se la piccola da cullare non è una figlia o una nipote, come tante volte in passato. Sei donne ospiti del centro servizi per anziani della Fondazione Santa Tecla hanno iniziato, sotto la guida di educatrici e psicologhe, un percorso di “terapia della bambola”.

Si tratta di un trattamento non farmacologico riconosciuto a livello internazionale per la sua efficacia contro i sintomi della demenza. «Utilizziamo – spiegano dalla Fondazione Santa Tecla – speciali “bambole terapeutiche”, con aspetto, peso, materiali , posizione di braccia e gambe studiati proprio per favorire l’attivazione di relazioni: attraverso la bambola l’anziano può evocare comportamenti di accudimento e cura che ha sperimentato nel corso della sua vita. Questo può aiutarlo ad aprire nuovi canali di comunicazione che lo aiutano a ridurre la tensione e l’ansia». Il progetto ha mosso i primi passi con incontri di gruppo che hanno coinvolto tutte e sei le donne insieme. Una volta consolidato il rapporto tra l’ospite e la bambola, è in programma il passaggio all’attività individuale.

Salva Articolo

Lascia un commento