Sanità: seimila firme raccolte, ma la Bassa aspetta ancora la sesta ambulanza

273
(Foto: telenord.it)
(Foto: telenord.it)

Migliaia di firme raccolte e il sì incassato dalla Quinta Commissione regionale, ma dell’ambulanza promessa ancora nessuna traccia. A denunciarlo attraverso un comunicato sono Beatrice Andreose, Andrea Mirandola e Michele Puato, rappresentanti del comitato che da dicembre preme sulle autorità sanitarie locali affinché agli abitanti della Bassa Padovana sia garantito un mezzo di soccorso in più. “Sono passati ormai tre mesi e della collocazione della sesta ambulanza dell’Ulss 17 non si sa ancora nulla. Sono in molti, ad Este e dintorni, che iniziano a chiedersi come mai in un lasso di tempo così lungo non sia ancora stata presa alcuna decisione.”

L’inaugurazione del nuovo polo unico di Schiavonia, avvenuta il 5 novembre, ha condotto alla chiusura degli ospedali di Este, Monselice, Conselve e Montagnana, suscitando numerose perplessità nell’opinione pubblica. Perplessità acuite dalle testimonianze di alcuni pazienti, che lamentavano varie inefficienze tra cui tempi d’attesa biblici necessari, per esempio, per una semplice visita al Pronto Soccorso. Forte era anche la preoccupazione legata alla capacità del personale sanitario di offrire una risposta tempestiva a tutte le emergenze in un territorio così vasto. Un gruppo di cittadini, allora, aveva promosso una petizione allo scopo di ottenere un’ambulanza in più. “Il dott. Pavesi, a cui via mail abbiamo sollecitato una risposta l’1 maggio, sia in pubbliche assemblee con la cittadinanza sia in privato parlava di alcune possibili opzioni ma la più gettonata sembrava l’area colli ed in particolare Lozzo Atestino. Si è poi sentito parlare di Ospedaletto ma anche di Saletto” si legge nel comunicato. “Ritorniamo a ricordare che il comitato che noi rappresentiamo ha chiesto, con la raccolta di ben seimila firme in appena 40 giorni, che la sesta ambulanza venga posizionata nell’estense o in subordine in area colli. I motivi sono noti, ovvero queste sono le aree rimaste sguarnite di un pronto intervento in caso di necessità.”

La richiesta del comitato è chiara. “Chiediamo che a stabilire la sede non siano partizioni politiche ma oggettivi criteri tecnici che salvaguardino la salute del cittadino. Non vogliamo credere che una eventuale decisione venga presa dopo le elezioni in attesa di sapere chi governerà la Regione nei prossimi cinque anni. Ci ostiniamo a pensare che tali decisioni siano dettate da esigenze puramente tecniche. In caso contrario”, chiosano Andreose, Mirandola e Puato,  “registreremo il fatto che le firme di seimila persone non vengono in alcun modo prese in considerazione ed ognuno si assumerà le proprie responsabilità.”

Salva Articolo

Lascia un commento