«Puliamo l’Olmo», ma solo da fuori

Ingresso interdetto per la presenza di un cantiere. Il comitato: «Si impedisce ai volontari di togliere dal degrado uno spazio pubblico». L'assessore Biancardi: «Manutenzione regolare da ottobre»

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ESTE. Si chiama “Puliamo l’Olmo” ed è l’ultima iniziativa nata per focalizzare l’attenzione su uno dei “grandi vuoti” della città. A promuoverla il comitato che da diversi mesi si batte per far rinascere lo spazio adiacente all’edificio industriale delle ex Officine Negrello e al parcheggio di via Isidoro Alessi: circa 7500 mq di proprietà comunale e di grande valenza storico-archeologica che giacciono in stato di abbandono, “riscoperti” solo durante le grandi manifestazioni atestine per offrire ai visitatori ulteriori posti auto. Domenica mattina dalle 10 alle 12 volontari dell’associazione e cittadini, armati di guanti e forbici, si ritroveranno in via Olmo per tagliare i rami che occupano per una trentina di metri buona parte della pista pedonale collocata lungo il perimetro esterno dell’area. 

«Aderendo alla manifestazione “Puliamo il mondo” di Legambiente, vogliamo restituire un minimo di decoro alla zona, abbandonata come sempre all’incuria» affermano dal comitato. «Ci sarebbe piaciuto entrare nel parco per tagliare le erbacce cresciute ormai da mesi ma non è stato possibile causa il diniego dell’Amministrazione. Ciò che ci lascia più sconcertati è la motivazione che l’assessorato ai Lavori Pubblici ha opposto a Legambiente: l’area dell’Olmo sarebbe un cantiere. Vi sono stati portati enormi cumuli di terra che giacciono li da tempo ma nessuno ha mai pensato che servissero ad aprire un cantiere. Anche perché non abbiamo visto l’apposito cartello, come previsto dalla legge. Pertanto ci rammarichiamo che venga impedito a cittadini volontari di poter intervenire al solo scopo di togliere dal degrado uno spazio pubblico».

A rispondere è l’assessore Serena Biancardi: «Come abbiamo spiegato ai referenti locali di Legambiente, nell’area Olmo è presente un cantiere ed è quindi interdetto l’ingresso al pubblico. Ricordo anche che si tratta di uno spazio di valenza archeologica vincolato, nel quale è vietata qualsiasi attività di manutenzione straordinaria che rischi di compromettere e/o alterare i reperti attualmente interrati. Fino ad oggi era stato possibile aprire al pubblico la porzione destinata a parcheggio, in occasione di alcune manifestazioni di grande affluenza, effettuando il semplice taglio dell’erba. Qualsiasi altro intervento manutentivo deve essere preventivamente concordato con la Soprintendenza Archeologica». Biancardi assicura che la zona è stata comunque inserita nel Piano del Verde: «Dal 1° di ottobre l’area sarà gestita con un nuovo affidamento e sarà effettuata una manutenzione regolare e accurata in accordo con la Soprintendenza».

Nel frattempo il futuro dell’Olmo resta piuttosto nebuloso. La scorsa primavera il comitato aveva raccolto attraverso un questionario una serie di proposte di riutilizzo del luogo (la realizzazione di un parco, un’area archeologica o un contenitore di eventi le princiapali) chiedendo di assumerne la gestione, ma il sindaco Gallana ha sempre sottolineato la necessità di tener conto anche delle diverse esigenze dei residenti del quartiere. La destinazione dello spazio, quindi, sarà stabilita sentendo tutte le parti interessate. In ogni caso una decisione ancora non è stata presa: dal Comune chiariscono che in agenda ci sono altre priorità, tra cui la sistemazione degli alloggi popolari.

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