Profughi, Vighizzolo non ci sta: «Sospendere l’accoglienza»

Pronta una petizione per chiedere alla prefettura di tornare sui propri passi dopo l'arrivo in paese di 13 richiedenti asilo: «Le scelte calate dall'alto non le accetteremo mai senza la dovuta concertazione»

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VIGHIZZOLO D’ESTE. Una petizione per esprimere la netta contrarietà a ospitare i richiedenti asilo e chiedere con forza alle autorità di tornare sui propri passi. Non è andata giù all’Amministrazione comunale di Vighizzolo la decisione della prefettura, che venerdì scorso ha comunicato telefonicamente al sindaco l’arrivo di 13 profughi. Profughi provenienti dalla base di Bagnoli, tutti di sesso maschile e di diverse nazionalità, che da lunedì vivono in un’abitazione privata del paese. «Da oggi proporremo alla cittadinanza la sottoscrizione di questo documento, che sarà allegato alla delibera di Consiglio che verrà a sua volta approvata venerdì, data individuata per la convocazione di un consiglio d’urgenza» spiega il sindaco Andrea Vanni.

Il testo, redatto lunedì sera al termine di un’accesa assemblea pubblica alla quale aveva partecipato anche il presidente della cooperativa incaricata di gestire i profughi, parla chiaro: «Il nostro territorio non è adeguato all’integrazione multiculturale per i seguenti motivi: non vi è la presenza di centri di aggregazione; non vi è un numero sufficiente di servizi per far fronte ad una integrazione attiva; il numero dei richiedenti asilo risulta inappropriato in relazione agli abitanti (900 anime); il nostro territorio è prettamente rurale e non ospita grosse realtà industriali a servizio di una integrazione lavorativa». In conclusione si chiede «l’immediata sospensiva del processo avviato al fine di ripristinare la serena quotidianità della cittadinanza». Forte di questa petizione il Consiglio comunale chiederà un incontro al prefetto. «Le scelte calate dall’alto non le accetteremo mai senza la dovuta concertazione in primis con l’Amministrazione, che ha il dovere di rappresentare il popolo» promette Vanni. Intanto sono partiti i primi controlli strutturali per verificare l’idoneità dell’edificio ad accogliere i richiedenti asilo.

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