Possibile inquinamento area ex Italcementi, il Comune: denuncia presa in carico

«Si sta procedendo anche alla luce di quanto segnalato». Il comitato Lasciateci Respirare: «Visto quello che sta succedendo con i Pfas, ogni precauzione è come minimo doverosa»

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MONSELICE. La segnalazione di potenziali rischi d’inquinamento nell’area dell’ex cementificio Italcementi, ora di proprietà del gruppo Heidelberg, è stata presa in carico da chi di dovere. È arrivata la risposta del Comune all’interpellanza presentata a inizio settembre dal comitato Lasciateci Respirare. «È in corso il procedimento previsto dalle norme per la valutazione del piano di dismissione e la commissione tecnica provinciale sta sovrintendendo alla stessa procedura» si legge nella nota firmata dall’ingegner Mario Raniolo, responsabile dell’ufficio Area Gestione del Territorio. «La commissione ha chiesto il nostro parere in merito alla richiesta presentata da Italcementi e noi in data 3 gennaio 2017 abbiamo inviato l’istruttoria». Istruttoria che prevedeva fra le altre cose «una verifica ante e post di tutti i materiali e rifiuti presenti presso l’impianto», oltre alla messa in sicurezza dell’area. Nel documento si chiedeva poi «che per la bonifica venissero eliminate le fonti d’inquinamento e le sostanze inquinanti o di ridurre le concentrazioni delle stesse presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee a un livello uguale o inferiore» ai limiti previsti dalle soglie di rischio.

«Queste nostre richieste ed altre venivano accolte in sede di conferenza di servizio» prosegue l’ingegner Raniolo, che conferma inoltre come Arpav abbia recepito la denuncia e ampliato il raggio di azione per i propri controlli: «La segnalazione è stata presa in carico e si sta procedendo anche alla luce di quanto segnalato». Soddisfatto a metà il comitato Lasciateci Respirare: «Di positivo abbiamo che la denuncia è stata presa in carico e quindi si presuppone venga fatto un approfondimento sulle situazioni di presunto interramento di rifiuti e altre situazioni di criticità ambientale segnalate. Visto quanto sta succedendo nel nostro territorio con il problema Pfas, ogni precauzione è come minimo doverosa. Auspichiamo un maggior coinvolgimento della cittadinanza con la pubblicazione di tutti gli atti e di eventuali riscontri emersi dalle verifiche attuate o in programma». L’allarme relativo a un possibile inquinamento della zona dell’ex cementificio era partito da una lettera anonima scritta da un presunto ex dipendente Italcementi e trovata nella cassetta della posta dall’ambientalista Francesco Miazzi.

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