Piove di Sacco, Craup: sì a un accordo tra dirigenza e dipendenti

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(Fonte foto: www.craup.it)
(Fonte foto: www.craup.it)

A due mesi dallo scoppio dello scandalo al Craup, la democrazia vince. Nello scorso ottobre oltre 150 dipendenti della casa di riposo “Umberto I” hanno rischiato una penalizzazione economica a causa di un buco economico di circa 90 mila euro causato da errori contabili realizzati dall’amministrazione dell’ente.

La tensione, col tempo, non si è placata. Oltre ai continui attacchi pubblici della Cisl alla direzione del Craup, nei giorni scorsi è stato indetto un referendum proposto da Rsu e da Fp Cgil e Uil Fpl ai fini di aumentare la trasparenza all’interno dell’ente e di ricevere un mandato dai lavoratori su come muoversi in una situazione così delicata. Il referendum, che ha visto partecipare la maggioranza dei dipendenti, prevedeva due opzioni: cercare un accordo accettando la proposta dell’ente di integrare i fondi per la produttività, recuperando in un triennio circa l’85% delle somme da restituire, oppure sospendere la trattativa e dichiarare lo stato di agitazione mettendo in atto forme di lotta. Dai risultati di voto, con una percentuale di circa il 75%, la soluzione preferita è la ricerca di un accordo con l’amministrazione della casa di riposo che si mostra aperta a dialogo e confronto con Cgil e Uil, nonostante la politica d’attacco della Cisl.

Dopo l’incontro con il Prefetto, è prevista un’ulteriore riunione tra Craup e i sindacati in modo tale da risolvere le tensioni economiche tra dirigenza e dipendenti, ricercando una soluzione comune al problema del bilancio dei conti.

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