Piove di Sacco, affitti in nero: evaso un milione e mezzo di euro

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(Fonte foto: www.italia-news.it)

Dopo lo scalpore dello scorso febbraio sul riciclaggio di denaro negli USA , esplode nella Saccisica un altro scandalo di evasione fiscale.

Questa volta a essere messa sotto accusa è la società Immobiliare Edile Beato srl, con sede a Padova, di cui è amministratore unico Arnaldo Gobbo, 75 anni, di Brugine. Quasi un anno di indagini per i finanzieri di Padova che, prese in analisi le oltre 500 proprietà dell’Immobiliare Beato, hanno scovato un’evasione fiscale di quasi un milione e mezzo di euro.

Era lo scorso giugno 2014 quando la Guardia di Finanza, dopo un controllo abitudinario, notando delle incongruenze tra bilanci e contratti, ha dato il via alla verifica fiscale dell’attività immobiliare della società Beato. Le forze dell’ordine hanno analizzato accuratamente la gestione societaria di proprietà della famiglia Gobbo negli ultimi cinque anni, passando a setaccio più di 300 contratti d’affitto sottoscritti tra il 2010 e 2015. Secondo l’inchiesta, le oltre 350 unità abitative sparse nella Saccisica tra Brugine, Piove di Sacco e Pontelongo sono di responsabilità dei figli e dei soci di Gobbo, anche loro indagati per aver raggirato il fisco.

Come risulta dai verbali delle forze dell’ordine, basati sull’interrogatorio di più di 200 affittuari, il sistema per facilitare l‘evasione fiscale era molto elementare: locatore e conduttore stipulavano e registravano un contratto con un canone che variava dai 180 ai 250 €, ma in realtà il conduttore dell’appartamento doveva sborsare in nero e – ovviamente – in contante il doppio della cifra concordata da contratto. In tal modo l‘impresa immobiliare denunciava metà dei reali importi che metteva nelle proprie tasche.

Il sistema collaudato è funzionato a lungo nel tempo – soprattutto perché la maggioranza degli inquilini degli immobili Beato è di nazionalità straniera – ma ad oggi, dopo il minuzioso lavoro delle autorità, la famiglia Gobbo deve decidere se pagare una multa di 300 mila euro, aderendo così ai verbali della Guardia di Finanza, o se confutare l’inchiesta e avere un processo contro l’Agenzia delle Entrate.

Era da decenni che questa tarma logorava le redini dell’economia locale e questa indagine rappresenta una grande vittoria per le forze dell’ordine di Piove di Sacco e per la Guardia di Finanza di Padova. Arrivano, via social, anche le congratulazioni del sindaco Davide Gianella: “Oggi si legge sui giornali di un’evasione milionaria, le indagini sono state portate avanti dalla nostra Guardia di Finanza a cui va il nostro grazie. Spesso queste sono indagini scomode, però sono un respiro di futuro non solo per noi, ma soprattutto per i nostri figli”.

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