Pfas, la proposta di Bruxelles: limiti validi per tutta l’Ue

Sarebbero 0.1 μg/l per Pfoa e Pfos individualmente e 0.5 μg/l per i Pfas complessivamente. Zoffoli e Narduolo (Pd): puntiamo a renderli più stringenti

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BRUXELLES. La Commissione europea ha presentato una proposta per la revisione della direttiva Ue sull’acqua potabile, così come annunciato da mesi. Proposta che tocca diversi aspetti: indicazioni sui monitoraggi, approccio “risk-based” in tre fasi, azioni per migliorare l’accesso all’acqua potabile e alle relative informazioni, con l’obiettivo di incoraggiare l’uso dell’acqua di rubinetto e ridurre i rifiuti in plastica. La novità è che c’è per la prima volta anche l’idea di fissare per i Pfas nelle acque potabili limiti che siano validi per tutta l’Unione europea, cioè 0.1 μg/l per Pfoa e Pfos individualmente e 0.5 μg/l per i Pfas complessivamente.

«Il testo – interviene Damiano Zoffoli (Pd), europarlamentare della circoscrizione Nord-Est e membro della commissione Ambiente – era molto atteso per rinnovare il fondamentale impegno alla tutela del bene più prezioso che abbiamo: l’acqua. La sfida è ora quella di migliorare la proposta della Commissione. Per questo sto già studiando la definizione di un emendamento che preveda una concentrazione di Pfas inferiore a quella indicata nel testo presentato. I Pfas sono una minaccia enorme per i territori che ne sono stati contaminati e serve che la normativa tuteli pienamente i cittadini».

Gli fa eco la deputata dem Giulia Narduolo: «Bene la proposta della Commissione, ma sostengo con forza l’idea di introdurre nella nuova direttiva limiti più stringenti per questi inquinanti. In Veneto l’esperienza quotidiana a contatto con i Pfas ci sta facendo sperimentare quanto sia urgente arrivare a una concentrazione quanto più prossima allo zero. È conclamato che queste sostanze sono nocive e quindi bisogna puntare alla loro eliminazione».

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