Pfas, la polemica: «Costa di più il personale del sindaco rispetto all’acqua in bottiglia»

A dirlo è Movimento Cittadino: «Il Comune spende 73 euro al giorno per portavoce, segreteria e trascrizione dei verbali dei consigli, ne basterebbero 50 per la fornitura nelle scuole»

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MONTAGNANA. Non si placano le polemiche per la decisione dell’Amministrazione di sospendere la fornitura di acqua in bottiglia per la cottura dei cibi nelle scuole statali e la conseguente ripresa dell’utilizzo dell’acqua di rubinetto, motivata dal sindaco Loredana Borghesan con la diminuzione dei livelli di inquinamento da Pfas al di sotto della soglia stabilita e il costo sia economico che organizzativo di tale fornitura. Nei giorni scorsi era stato il comitato “Zero Pfas” ad allarmarsi per l’interruzione dell’approvvigionamento, sottolineando come la città murata si trovi ancora nel periodo di sperimentazione istituito dalla Regione Veneto e chiedendo nuove analisi a un ente terzo, diverso da Arpav.

Oggi è il Movimento Cittadino guidato da Nicola Correzzola, ex assessore alla Cultura della Giunta Mossa, a entrare nel dibattito in corso a gamba tesa. «A Montagnana si spendono 73 euro al giorno per la segreteria del sindaco, per il portavoce del primo cittadino e per la trascrizione dei Consigli comunali, e non ci sono 50 euro per garantire acqua in bottiglia, circa 450 litri al giorno (la quantità fornita dal Comune da ottobre a oggi, ndr), per la cottura degli alimenti nelle scuole comunali» si legge sulla pagina Facebook del gruppo extraconsiliare, da sempre particolarmente polemico sui possibili sprechi dell’Amministrazione.

Il riferimento è ai 16.200 euro sborsati dal Comune per mantenere alle proprie dipendenze una figura di supporto alla segreteria del sindaco, a cui si sommano i circa 5 mila per la portavoce Federica Morello e gli altri 5 mila per la registrazione e la trascrizione dei verbali delle sedute consiliari, recentemente appaltate per tre anni a una ditta di San Vito dei Normanni (Brindisi). In totale, oltre 26 mila euro all’anno (lordi), pari appunto poco più di 70 euro al giorno. Al breve testo è allegata la fotografia dei risultati delle analisi del sangue fatte da un giovane di Montagnana, da cui emerge un valore di Pfoa (composto chimico appartenente alla famiglia dei Pfas) di 170 ng/ml, eccezionalmente superiore ai valori di riferimento (tra 1,15 e 8 ng/ml). Il post è stato condiviso anche dal profilo di “Zero Pfas”, secondo cui «ogni commento è superfluo».

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