Pfas, Borghesan fa chiarezza: «Scelte conformi ai dati rilevati dagli enti incaricati»

Dopo le lamentele per lo stop alla fornitura di acqua in bottiglia per la cottura dei cibi nelle scuole, arriva l'intervento del sindaco: «Evitare polemica politica sulla salute dei cittadini»

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MONTAGNANA. Lo scontro fra Amministrazione comunale e genitori del comitato “Zero Pfas” a seguito dell’interruzione alla fornitura di bottiglie d’acqua per la cottura degli alimenti nelle scuole non si attenua. Le mamme di Montagnana hanno prontamente comunicato il perseguimento di tre obiettivi: preparazione dei pasti nelle mense scolastiche con acqua di bottiglia, chiarimento sui filtri forniti dall’azienda Profine e l’avvio di controanalisi da parte di un ente certificato. Negli ultimi giorni si è unito alla controversia il Movimento Cittadino presieduto da Nicola Correzzola, sostenendo la preferenza del Comune nello spendere per alcuni servizi amministrativi sospendendo la disponibilità di fondi atti alla fornitura delle bottiglie per la preparazione dei pasti.

Il sindaco Loredana Borghesan ha dichiarato che fin dalla comparsa della problematica il Comune ha deciso di fornire acqua in bottiglia da bere nelle mense scolastiche, fornitura che continua tutt’ora. A seguito della disposizione e monitoraggio dei filtri presso la fonte di Lonigo, che rifornisce Montagnana, è stato deciso di utilizzare le bottiglie anche per la cottura degli alimenti. «Siamo stati gli unici a prendere questo tipo di provvedimento, e si è preferito non utilizzare i filtri, come quelli dell’azienda Profine, perché l’acqua deve essere assicurata da un ente istituzionale competente, come garanzia per la salute dei più piccoli. I risultati delle analisi – visibili presso il sito “Obiettivo Pfas Zero” –  sono aggiornati settimanalmente e stabiliscono la potabilità dell’acqua, e la conseguente ripresa nelle mense scolastiche dell’acqua di acquedotto. La salute dei cittadini è fondamentale, se si dovesse ripresentare una situazione emergenziale si riprenderà subito alla fornitura delle bottiglie anche per la cottura dei cibi».

Riguardo alla richiesta di controanalisi prosegue sostenendo che «l’amministrazione deve utilizzare dati garantiti da enti istituzionali preposti come Arpav, mentre i singoli cittadini possono richiedere ulteriori analisi da società terze. In ogni caso rimangono essenziali la verifica, la prudenza e il continuo scambio di informazioni. Il prossimo tavolo di confronto sarà presso la sede dell’Arpav il 31 gennaio, a testimonianza del lavoro che noi amministratori stiamo compiendo. Prima di chiedere ulteriori controlli sarebbe auspicabile condividere apertamente i risultati raggiunti, evitando di fare polemica politica sulla salute dei cittadini».

Il primo cittadino ha sostenuto che «sta procedendo l’aggiudicazione del progetto che prevede il collegamento della città murata con Casale di Scodosia per sfruttare l’acqua proveniente dal fiume Adige. Secondo le stime che mi hanno fornito i lavori successivi dovrebbero poi essere completati nel giro di un anno e mezzo. L’amministrazione si è impegnata al fine di ottenere informazioni sempre aggiornate riguardo agli interventi per l’obiettivo “Pfas zero”, approvando anche una mozione in Consiglio comunale». In relazione alla preoccupazione sull’attuale periodo sperimentale di monitoraggio, la sindaca sostiene che «sicuramente poi non verranno tolti i filtri, e non calerà l’attenzione sul problema. Bisogna ricordare gli investimenti previsti dalla Regione, e gli 80 milioni promessi da fondi statali. Noi continueremo a lavorare, per il benessere di tutti».

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