Pfas, acqua di bottiglia in tutte le mense scolastiche di Montagnana

Il Comune accoglie la richiesta del comitato genitori: forniti 450 litri al giorno. Intanto la Regione accelera gli interventi e domenica a Lonigo è in programma una grande manifestazione di piazza

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MONTAGNANA. Da lunedì tutte le scuole della città utilizzano acqua di bottiglia per la cottura degli alimenti. La notizia, che circolava da qualche giorno, è stata confermata dal sindaco Loredana Borghesan, che ha dunque accolto una delle principali richieste avanzate dal comitato “Zero Pfas”. In particolare per l’Istituto comprensivo “Chinaglia” e per l’asilo nido comunale a provvedere con fondi propri (non è stato comunicato l’ammontare della spesa) è il Comune, che si avvale di una fornitura esterna per portare nelle cucine scolastiche 450 litri d’acqua al giorno. Altre realtà, come l’Educandato San Benedetto e il Prosdocimi Baricolo, si sono invece attrezzate da sé. Quanto all’acqua da bere, dal municipio comunicano che a questo scopo si utilizza quella in bottiglia già dal 2013. Le risorse per garantire l’impiego di acqua sicura per la preparazione degli alimenti nelle mense al momento sono state stanziate fino al prossimo 31 dicembre.

La speranza è che nel frattempo dalla Regione arrivino significative novità. Lo scorso 29 settembre il direttore generale dell’Arpav Nicola Dell’Acqua ha promesso che grazie ai nuovi filtri nel giro di una decina di giorni gli acquedotti del Veneto interessati dall’inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche potranno erogare acqua con valori al di sotto dei 90 nanogrammi per litro come somma di Pfoa e Pfos. Nei Comuni della cosiddetta “zona rossa” il valore limite per i Pfoa, invece, non supererà i 40 nanogrammi per litro. L’intervento, spiegano da Palazzo Balbi, si articolerà in tre fasi: la prima, già iniziata, è quella della messa in opera dei nuovi filtri. La seconda sarà quella delle piccole infrastrutture, con investimenti limitati ma che gli enti acquedottistici potranno avviare immediatamente e realizzare nel giro di tre-quattro mesi per il miglioramento ulteriore della qualità dell’acqua.

La terza fase sarà infine dedicata alla rivisitazione generale del sistema acquedottistico per portare acqua priva di Pfas nelle aree inquinate, per la quale si attendono gli 80 milioni di euro che dovrebbero essere stati sbloccati dal governo nell’ambito dei Fondi Sviluppo e Coesione. Non appena queste risorse saranno disponibili, ha annunciato l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, si procederà per stralci successivi e i lavori potrebbero essere completati nell’arco di 48 mesi. L’intervento prevede tre distinte condotte che convergeranno nell’area interessata da est, da ovest e da sud. A Carmignano di Brenta sono già stati realizzati nuovi pozzi con una spesa di 2,8 milioni di euro sostenuta dalla Regione.

Intanto il comitato delle mamme di Montagnana plaude all’iniziativa del sindaco Borghesan: «È una notizia stupenda, abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo. Nei prossimi giorni ci sarà una riunione con i rappresentanti dei genitori per avere ulteriori chiarimenti». La mobilitazione, ovviamente, non si ferma: domenica a Lonigo si terrà una grande manifestazione patrocinata dai Comuni interessati dalla contaminazione «per dire alla politica che la nostra acqua deve essere priva di Pfas». Il corteo partirà alle 10 dal parco ippodromo per poi raggiungere il centro di potabilizzazione degli acquedotti di Madonna di Lonigo.

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