Pesci morti nei fossi, sembra escluso il danno ambientale

Il fenomeno parrebbe essere riconducibile ad alcune operazioni di manutenzione che hanno portato alla chiusura del canale Leb e al conseguente abbassamento del livello dell'acqua. Il sindaco Scapin: «Contatto l'Arpav a scopo precauzionale»

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OSPEDALETTO EUGANEO. Morìe di pesci e depositi scuri e maleodoranti nell’acqua. La segnalazione, che riguarda alcuni fossi del territorio comunale di Ospedaletto, è stata diramata nella giornata di martedì e ha subito creato una certa preoccupazione. La vicinanza con il Montagnanese, territorio che si trova a fronteggiare l’emergenza Pfas, e in generale la sempre più forte attenzione collettiva al tema dell’inquinamento, hanno spinto qualcuno a temere il danno ambientale. Tra i primi a manifestare apprensione anche il consigliere atestino del Movimento Cinque Stelle Francesco Roin, che abita in zona. In realtà, in base alle prime verifiche compiute, la causa del fenomeno sembrerebbe essere decisamente più tranquillizzante: sarebbe infatti riconducibile ad alcune operazioni di manutenzione che hanno reso necessaria la momentanea chiusura del canale Leb. Quello che, in sostanza, rifornisce l’area.

A fornire rassicurazioni è il sindaco di Ospedaletto Giacomo Scapin: «Pare che la presenza di pesci morti che è stata segnalata nei giorni scorsi sia provocata dal fatto che l’acqua ristagna per via dei lavori in corso» spiega il primo cittadino. «La Polizia Locale ha effettuato un sopralluogo presso gli scoli principali del paese e a prima vista non sono state notate tracce di idrocarburi o altre sostanze inquinanti. In ogni caso, a scopo precauzionale, ho intenzione di contattare l’Arpav per far eseguire opportune analisi». La stessa ipotesi sulle ragioni dello strano fenomeno è stata avanzata dal presidente del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo Michele Zanato, che ha in sostanza confermato quanto dichiarato dal sindaco Scapin. La settimana scorsa il canale Leb è stato chiuso per realizzare alcune opere di manutenzione della centrale idroelettrica ex Sava di Zevio. Il conseguente abbassamento del livello dell’acqua dei fossi, unito alle temperature particolarmente miti, potrebbe aver provocato la morìa dei pesci. A dare la certezza definitiva saranno, comunque, le rilevazioni dell’Arpav.

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