Il parco “Mario Rigoni Stern” è inquinato: mercurio e idrocarburi nel terreno

L'area verde, situata a pochi metri dalla sede del Parco Colli, è recintata da mesi. Nel terreno quantità di sostanze superiori ai limiti fissati per legge. Per la bonifica si attende l'ok dalla Regione

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ESTE. Tracce di mercurio e idrocarburi nel terreno. Per questo, ormai da mesi, una parte del parcoMario Rigoni Stern” è delimitata da recinzioni che ne vietano l’accesso. È stata un’interpellanza delle “Civiche d’Este“, il gruppo di opposizione rappresentato dall’ex vicesindaco Stefano Agujari Stoppa e da Alberto Fornasiero, a fare luce sulla situazione dell’area verde, inaugurata nel 2011, che si trova a pochi passi dalla sede del Parco Regionale dei Colli Euganei.

Nel corso dei lavori per la bonifica dell’area “Ex Officine Gas“, in via Rana Ca’ Mori, tra gli interventi previsti vi era un controllo con scavo al di fuori dell’area oggetto di bonifica, che doveva servire come “bianco di riferimento” al fine di quantificare i valori di fondo naturale. Lo scorso 27 settembre si sono quindi effettuati gli scavi di controllo all’interno del parco, alla presenza del personale del Comune di Este, dell’Arpav e dell’Italgas. Scavi che hanno rivelato la presenza, in una superficie di circa 50 metri quadrati e alla profondità di un metro, di materiali di origine antropica, misti da demolizione (laterizi e conglomerato cementizio) e sabbie nere con scorie vetrose.

L’area è stata messa immediatamente in sicurezza e l’Arpav ha provveduto a effettuare nuovi campionamenti nel terreno. I risultati delle analisi effettuate nei campioni a fondo scavo e nelle pareti hanno evidenziato la presenza di mercurio, idrocarburi policiclici aromatici e idrocarburi leggeri, superiori ai rispettivi limiti di accettabilità previsti dalla legge per quanto riguarda i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale, ma inferiori ai limiti previsti per i siti ad uso commerciale ed industriale. Tutti gli altri valori risultano inferiori ai limiti previsti per le aree residenziali.

Lo scorso 12 gennaio il Comune ha quindi provveduto a notificare la situazione di “inquinamento storico” dell’area ma, per dare l’avvio ai lavori di bonifica, è necessario attendere il parere della Regione Veneto, ente competente dell’area, in quanto questa ricade nell’ambito del “Bacino Scolante della Laguna di Venezia”. «La spesa prevista per l’intervento di risanamento ambientale sarà di circa 11.590 euro, salvo ulteriori prescrizioni di Provincia, Arpav e Regione del Veneto» comunica l’assessore all’Ambiente Sergio Gobbo. «Auspichiamo che tale parere arrivi a breve per effettuare gli interventi di bonifica e riaprire l’area verde ai cittadini».

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