Pala del Tiepolo, ancora incertezza sui tempi del ritorno

Lo scorso 25 maggio il sindaco Gallana e il consigliere Balbo hanno visitato il cantiere. Per fare previsioni sul rientro dell'opera bisognerà attendere l'inizio dei lavori sul retro della tela

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ESTE. Proseguono a Sarmede, nel trevigiano, le operazioni di recupero della Pala di Santa Tecla, la preziosa opera d’arte realizzata da Giambattista Tiepolo nel Settecento e tradizionalmente ospitata all’interno del duomo di Este. Lo scorso 25 maggio il sindaco Roberta Gallana e il consigliere comunale Emanuele Balbo hanno visitato il cantiere. «È in corso un lavoro di pulitura minuzioso che agisce su tre precedenti restauri svolti nel corso dei secoli. La tecnica utilizzata è stata messa a punto appositamente per questa pala. Si può già cogliere la grande differenza tra i colori precedenti e quelli brillanti che stanno emergendo ora in tutta la loro bellezza» spiega il primo cittadino.

Si tratta, dunque, di un intervento particolarmente complesso, motivo per cui la data del rientro dell’opera in città rimane ancora incerta. «Una previsione sulle tempistiche sarà possibile solo quando si inizierà a lavorare sul retro della tela» precisa Gallana. Nel frattempo, nell’ambito delle iniziative intitolate “Aspettando il Tiepolo”, a ottobre verrà organizzato un convegno per illustrare le speciali tecniche impiegate durante il restauro. La rassegna, pensata per raccogliere fondi per il recupero della Pala, nei mesi scorsi ha portato a Este ospiti di prestigio come il violinista di fama mondiale Uto Ughi.

L’opera, che ritrae Santa Tecla mentre intercede presso Dio per la liberazione della città dalla peste del 1630, fu collocata sull’altare maggiore del duomo la vigilia di Natale del 1759. Le operazioni di restauro, che l’hanno condotta prima a Passariano, in provincia di Udine, e poi a Sarmede, nel trevigiano, sono iniziate nel 2013. La comunità atestina attende con trepidazione il suo rientro e la speranza è che questo possa produrre benefici anche dal punto di vista culturale e turistico. «Visitare il cantiere è stata un’esperienza straordinaria. Possiamo davvero andare orgogliosi di avere a Este un gioiello di così grande valore» chiude Gallana.

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