Overshoot Day: la Terra resta a secco

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Fonte foto: www.italnews.info
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Sembra sempre più un conto alla rovescia quello che ogni anno sancisce la scadenza del budget ecologico del pianeta.

Un budget che inesorabilmente finisce “in rosso”, lasciandoci, almeno così dovrebbe essere, molte meno speranze rispetto alle “paranoie” per qualunque crisi economica o finanziaria.

Quest anno il Global Footprint Network, l’organizzazione internazionale che segue la “contabilità ambientale” del pianeta, ha indicato il 13 agosto come la giornata nella quale il consumo di risorse naturali supera la capacità rigenerativa per l’anno in corso. In buona sostanza nel 2015 l’umanità ha utilizzato, o forse sarebbe il caso di dire sperperato, il proprio fabbisogno annuale in soli 225 giorni, sei giorni in meno rispetto al 2014 quando l’Overshoot day venne registrato il 19 agosto.

Un record negativo che si aggiorna di anno in anno, lasciando immaginare scenari apocalittici. Risale all’ormai lontano 1970 l’ultimo anno in cui il pianeta ha mantenuto il suo equilibrio di domanda-offerta. Da lì in poi il debito è cresciuto continuamente e in maniera sempre più pesante. Nel 1995 la “deadline” era arrivata il 21 novembre, nel 2005 il 20 ottobre.

Insomma con i consumi attuali l’uomo necessità di un pianeta e mezzo per poter sopravvivere e, seguendo il trend del deficit secondo gli studiosi prima della metà del secolo potrebbero non bastare due pianeti.

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Fonte foto: www.ilsicomoro.com

Non tutti i “terrestri” sono però allo stesso modo colpevoli di questo gigantesco debito: gran parte dei Paesi africani infatti consuma meno rispetto a quanto potrebbe, mentre alcune lodevoli eccezioni “occidentali” come Australia e Canada sono arrivate quasi a dimezzare il loro fabbisogno rispetto alle risorse disponibili. Se da un lato c’è chi ha abbattuto drasticamente lo sperpero di risorse rinnovabili e aumentato la capacità di sequestro della CO2 dall’altro c’è chi esagera e di brutto. Si stima infatti che serva due volte e mezzo la Cina per supportare la Cina, 1.9 volte gli Usa per supportare gli Usa, 4 volte l’Italia per supportare l’Italia e addirittura 7.1 volte il Giappone per supportare il Giappone.

E in futuro ? Non serve essere scienziati per capire che di questo passo l’umanità non può proseguire. La maggior parte dei Paesi industrializzati sta attuando, forse in maniera insufficiente e con qualche decennio di ritardo, politiche finalizzate ad abbattere emissioni e a incentivare l’uso di risorse sostenibili. Già con l’avvento del 2020 riusciremo ad avere un quadro significativo di quanto queste iniziative saranno state sufficienti a salvare, almeno momentaneamente il pianeta Terra. Si stima che rispettando gli scenari stabiliti entro il 2030 l’Overshoot Day potrebbe tornare attorno alla metà di settembre.

Insomma ancora una volta tutto torna nelle mani della nostra specie: a questo punto tocca solamente all’uomo, ammesso che non sia troppo tardi, decidere se salvarsi la pelle o finire per alimentare la propria estinzione.

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