Olmo, petizione del comitato al Consiglio comunale

La raccolta firme si terrà sabato mattina sotto l'Olmo: l'obiettivo è portare il parlamentino atestino a ridiscutere sulla destinazione dell’area

611

ESTE. Il comitato “L’Olmo” non si arrende e lancia una petizione per portare il futuro dello spazio da cui prende il nome all’attenzione del Consiglio comunale. L’appuntamento è per sabato mattina dalle 11 alle 12,30: «Raccoglieremo le firme sotto l’Olmo per chiedere meno posti auto e più verde in questa zona» annunciano i promotori dell’iniziativa. Nella petizione vengono elencati i vari progetti mai realizzati per restituire alla città lo spazio. Inoltre «si invita l’attuale Consiglio a ridiscutere sulla destinazione dell’area Olmo, una zona della città centrale e ricca di storia da rendere fruibile per i cittadini come spazio verde, area archeologica e giardino botanico». Il testo ricorda come sia ammessa dai regolamenti comunali l’adozione di zone verdi da parte di cittadini e associazioni senza oneri per il Comune: il comitato, infatti, ha sempre dichiarato la propria disponibilità a occuparsi della manutenzione dell’Olmo.

La scelta di provare a coinvolgere il Consiglio comunale arriva dopo gli screzi di cui l’associazione è stata protagonista con l’Amministrazione. L’ultima puntata della controversia è andata in onda nelle scorse settimane, quando ai volontari del comitato è stato negato l’accesso all’area per via della presenza di un cantiere finalizzato a livellare il terreno. Il sindaco Roberta Gallana ha comunque sottolineato che per togliere definitivamente lo spazio dal degrado servirebbero più di due milioni di euro: una cifra di questi tempi quasi proibitiva per le casse di un ente locale. «Perché non vengono prese in considerazione le nostre proposte, che non costerebbero affatto alla collettività?» si è allora chiesta l’associazione. Sempre Gallana, però, ha ribadito la contrarietà a queste stesse proposte espressa dai residenti, preoccupati di conservare la tranquillità della zona. Ora il comitato gioca la carta della petizione per chiamare in causa il Consiglio.

Salva Articolo

Lascia un commento