Nuova di zecca, ma non si è mai potuta usare: lo strano caso della palestra del liceo Ferrari di Este

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(Foto: www.padovaoggi.it)
(Foto: www.padovaoggi.it)

Sono trascorsi quasi ventiquattro mesi da quando il nuovissimo polo scolastico del liceo “Ferrari” di Este è stato inaugurato. L’edificio di via Stazie Bragadine, realizzato dalla Provincia di Padova nei pressi dell’area dove sorgerà il futuro comando dei carabinieri, rappresenta un vero e proprio gioiello architettonico di cinquemila metri quadri, dotato di 34 aule didattiche, cinque aule speciali, tre laboratori, svariate sale e un’ampia biblioteca. Che dire, tutto molto bello. Peccato però che la palestra, abbastanza grande da poter accogliere 150 spettatori e tre campi da pallavolo, sia ad oggi ancora inservibile. Un danno non da poco per gli studenti e per le numerose società che popolano il firmamento sportivo atestino.

La struttura è stata dichiarata inagibile a causa di cambiamenti in corso d’opera della normativa antincendio, per cui non vi era una adeguata sicurezza sull’isolamento dei pannelli solari sistemati sul tetto. Almeno la motivazione che conosco io è questa” spiega il professor Riccardo Comandini, insegnante di educazione fisica al Ferrari. “Naturalmente i disagi per gli alunni sono stati notevoli. Abbiamo dovuto spostarci al PalaEste perdendo, tra andata e ritorno, almeno venti minuti, che vanno sottratti alle due ore scarse di lezione a nostra disposizione. Senza contare i disagi dovuti al maltempo: in certi casi, in presenza di forte pioggia e vento, siamo stati costretti a rimanere in aula”. Il paradosso è che, per quanto riguarda l’attività ginnica, al Ferrari la situazione non è cambiata molto rispetto a un tempo. Fino a due anni fa, essendo la storica sede di via San Martino priva di un proprio impianto sportivo, gli studenti confluivano nella vicina palestra comunale “Ghirardi”, dove di norma svolgevano educazione fisica due se non tre classi contemporaneamente, in condizioni certo non ottimali. Adesso invece gli spazi ci sono, ma continuano a essere inaccessibili.

“I colleghi del consiglio d’Istituto hanno affrontato più volte la questione, chiedendo alla preside di scrivere alla Provincia per risolvere il problema e sollecitare l’iter burocratico necessario per i lavori. Credo che il dirigente abbia fatto la sua parte, ma i tempi sono molto lunghi” prosegue il docente. “Di sicuro è strano che un complesso nuovo si trovi a fare i conti con questi problemi, senza contare che ne sono stati riscontrati altri sempre relativi alla sicurezza, determinando ulteriori disagi e costi. Ma chi paga per questi errori? Qualcuno senz’altro ha sbagliato qualcosa…” Molti studenti si chiedono, ora, quando potranno utilizzare la loro palestra. E se lo chiedono anche i dirigenti di diverse società sportive della zona, ai quali uno spazio in più per gli allenamenti farebbe senza dubbio molto comodo. Comandini su questo punto predica ottimismo: “I lavori di sistemazione sono in corso. Il soffitto in legno della palestra, della biblioteca e del soppalco sono stati già stati rivestiti di vernice ignifuga. Penso che finalmente a settembre l’istituto avrà il suo aspetto definitivo, e in tutta sicurezza“. C’è da augurarsi che sia davvero così perché di tempo, forse, ne abbiamo aspettato fin troppo.

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