«Non sapevamo della proroga alla cementeria fino al 2029»

Il sindaco Lunghi: un tecnico comunale ha archiviato la lettera senza informare me e l'assessore all'Ambiente. Il Pd: uso Css nell'area del Parco non consentito dalla legge. Oggi il sit in dei comitati

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MONSELICE. Il sindaco Francesco Lunghi non sapeva della lettera della Provincia che comunicava la proroga dell’autorizzazione ambientale integrata (Aia) alla cementeria di Monselice al 2029: «Io e l’assessore all’Ambiente abbiamo appreso la notizia solo dalla nota che la stessa cementeria ci aveva inviato il 27 settembre, il giorno prima del Consiglio comunale». La missiva fantasma, secondo quanto ricostruito dal primo cittadino, è effettivamente arrivata in Comune: «Da una verifica effettuata al protocollo dell’ente emerge che il 12 marzo 2015, tramite posta certificata, è stata protocollata la lettera della Provincia e la stessa assegnata all’ufficio Ambiente». È proprio qui che avrebbe avuto luogo il disguido: «Il tecnico, probabilmente considerando l’automaticità della proroga, che non deriva da un autonomo procedimento bensì da una disposizione normativa e da una deliberazione della Regione, ha archiviato il documento senza preventivamente informare me e l’assessore competente».

Di conseguenza, spiega Lunghi, «né io né l’assessore all’Ambiente eravamo a conoscenza di tale comunicazione, ritenendo quindi che la scadenza fosse stabilita al 2021». Il sindaco ribadisce inoltre che «questa Amministrazione ha intrapreso un percorso di trasparenza nell’affrontare le questioni relative alla cementeria, come è dimostrato dalla costituzione della apposita commissione i cui lavori inizieranno la prossima settimana e a cui sarà demandato lo studio e l’analisi di tutte le problematiche inerenti il futuro dei cementifici di Monselice, avendo a sua disposizione tutti gli atti e documenti inerenti l’argomento».

Intanto sabato pomeriggio riparte la mobilitazione del movimento civico “Cambiamo aria”, che ha organizzato per le 15,30 un sit in a microfono aperto in piazza San Marco. E sulla possibilità che un domani possa essere richiesto l’impiego di Css anche nell’impianto di Monselice (impiego che è già realtà in altri stabilimenti del gruppo Buzzi), si registra anche l’intervento del Pd. «La legge 168 approvata dal Consiglio regionale stabilisce che nelle aree riconosciute come Parchi naturali, e relative aree contigue e pre-parco, non si può usare il Combustibile Solido Secondario. L’utilizzo di Css è dunque fuori discussione».

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