Montegrotto, anziana travolta e uccisa. Primo caso di omicidio stradale?

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sottopasso montegrotto termeA Montegrotto Terme sono circa le 10 di mercoledì 9 marzo. Una signora anziana imbocca il sottopasso adiacente la stazione ferroviaria della città in direzione Mezzavia, quando una Fiat Panda sopraggiunta alle sue spalle, la investe. Dopo l’urto con il veicolo, l’anziana viene sbalzata nella carreggiata opposta, dove transita una Ford Ka che la investe una seconda volta. Il conducente della Panda bianca, che qualche ora più tardi si scoprirà essere una donna, non si ferma a prestare soccorso. Per la 85enne non c’è nulla da fare. Incredula la ragazza che alla guida della sua Fiat 500 assiste alla scena. La prima investitrice è stata denunciata per omissione di soccorso. I veicoli sono stati sequestrati.

L’omicidio stradale è diventato reato il 2 marzo scorso e con esso il reato di lesioni personali stradali. Dopo un tira e molla lungo 4 anni e a seguito di un ping pong tra Camera e Senato, il DDL è stato approvato alla quarta lettura. La vecchia legge in materia, l’articolo 589 del Codice Penale, punisce chiunque causi la morte di un individuo violando le norme del codice stradale per mezzo una pena tra i 2 e 7 anni. Il periodo di reclusione va da un minimo di 3 a un massimo di 7 anni qualora il responsabile sia sotto l’effetto di alcol o droga. Infine, è di 15 anni la pena per chi causa la morte di più persone. Questo prima del 2 marzo 2016.

Allora, in cosa consiste il neonato reato di omicidio stradale? Sanzioni più severe e periodi di reclusione più lunghi. Sono molti i casi contemplati dalla nuova legge, che non lascia vie di scampo a chi si mette al volante in condizioni poco consone. La pena minima rimane equivalente a quella prevista dall’articolo 589, ovvero un intervallo tra i 2 e i 7 anni di reclusione. Si passa invece a un minimo di 5 e un massimo di 10 anni se il tasso di alcool nel sangue supera gli 0,8 g/l e in caso di guida pericolosa, vale a dire: alta velocità, guida contromano e manovre inappropriate. Ancora, la pena varia dagli 8 ai 12 anni se il tasso alcolemico supera gli 1,5 g/l e per la guida sotto l’effetto di stupefacenti.

L’ordinamento giudiziario sugli omicidi stradali prevede, poi, alcune aggravanti: guida senza patente o senza assicurazione, morte di più individui e fuga del responsabile quelle essenziali. Per i pirati della strada è previsto un aumento della pena pari a due terzi, che in nessun caso può essere inferiore ai 5 anni. In flagranza di reato, nell’eventualità in cui le cause dell’incidente siano riconducibili ad alcool e droga, la legge prevede l’arresto immediato di chi siede al volante. Alle infrazioni segue la revoca della patente: 15 anni; periodo che si prolunga a 30 anni se entra in gioco l’aggravante dell’omissione di soccorso. Infine, la legge sugli incidenti stradali va a favore del guidatore qualora venisse dimostrata la responsabilità della vittima. In tali casi la pena può essere dimezzata.

Forse non tutti sanno che dietro alla svolta data dalla legge del 2 marzo, è stato messo nero su bianco un secondo reato, quello sulle lesioni personali stradali. Il codice della strada prevede la reclusione per chi ferisce altre persone mentre è alla guida: da 3 mesi a 1 anno per lesioni gravi, da 1 a 3 anni per casi gravissimi. Anche in questa circostanza sono alcol, stupefacenti e mancato soccorso a fare la differenza con l’attuazione di pene più severe.

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