Montagnana, presentati due progetti per la rigenerazione urbana della città (FOTO)

Lo studio, elaborato da Comune, Ascom e Università di Padova, è volto alla realizzazione di spazi di co-housing e di un albergo diffuso, con tanto di passerella pedonale per raggiungere la quota delle mura

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MONTAGNANA. Si è svolto martedì sera l’incontro promosso dall’Amministrazione, da Ascom e dall’Università di Padova per la rigenerazione urbana della città murata. Fulcro dell’evento è stata la mostra dei progetti nati dal lavoro di studenti torinesi, siracusani e padovani nel master per neolaureati “Forme dell’abitare contemporaneo“, corso presieduto dal professor Edoardo Narne. Lo studio prevede di rilanciare la città, promuovendo da una parte un polo che unisca l’albergo diffuso con spazi espositivi per la promozione e degustazione di prodotti locali, dall’altra la creazione di una nuova forma dell’abitare, il co-housing, unione di spazi privati e comuni dove giovani e anziani possano interagire e socializzare. Dopo gli interventi di Patrizio Bertin e Gianfranco Boscarato, presidenti provinciali e locali Ascom, il sindaco Loredana Borghesan ha dichiarato di aver subito accettato la proposta di diventare partner del progetto, ammirandone le potenzialità, ma ha precisato che «questa è la fase creativa, non si tratta di un’approvazione del piano urbanistico».

Lo studio è partito nel maggio 2017: durante i sopralluoghi gli studenti hanno visitato Montagnana e le altre città murate della zona, hanno gustato i prodotti tipici della città, hanno analizzato i bisogni dei cittadini e le richieste del turismo. Sono state individuate due aree attualmente inespresse, l’ex caserma militare Trevisan e la zona “ex Scardin” presso piazza Trieste. «Il nostro scopo è lavorare in sinergia con i tecnici e con le imprese, realtà produttive del territorio – dichiara il prof. Narne – e durante i lavori abbiamo discusso con l’Amministrazione e con i proprietari sulla fattibilità delle proposte. Piuttosto che definirli sogni, preferisco chiamarli progetti, con una forte fattibilità di realizzazione. Riguardo al co-housing si ha una soluzione differente da quello che il mercato oggi propone, e si basa sulla partecipazione sociale in spazi aperti dedicati alla comunità, spazi per il ritrovo e la condivisione».

Due i progetti presentati. Il primo si occupa della caserma militare ex Trevisan, avamposto urbano del parco fiumicello, e si basa sul recupero del patrimonio edilizio esistente e salvaguardia del paesaggio. Riguardo all’accesso nell’area è previsto un ingresso ciclo-pedonale in Via dei Tigli e un ingresso carrabile a nord con parcheggio, che chiude la viabilità alle vetture creando un’unica area pedonale. Il piano terra della caserma è destinato a basi commerciali e zona di ristoro per i fruitori del parco, mentre il piano superiore è adibito a guest house. Il progetto centrale si basa sul co-housing, che prevede l’inserimento di 18 appartamenti, immersi completamente nel verde, di due tipologie diverse a seconda dei nuclei famigliari. Le strutture sono realizzate in legno, ed è stata scelta la forma dei prefabbricati poiché unisce il controllo dei costi, la riduzione del cantiere e la sostenibilità per l’ambiente. Vi sono anche spazi comuni destinati all’uso collettivo, come una ludoteca, una cucina e un orto sociale. L’obiettivo è «coniugare l’autonomia della casa privata con la socialità degli spazi comuni, basati su sostenibilità sociale, ambientale ed economica».

Il secondo progetto riguarda l’area presente in piazza Trieste e oggi utilizzata come parcheggio, che può essere sfruttata a beneficio dei cittadini grazie alla sua posizione strategica. «Una delle sfide di questo progetto è portare gli abitanti in quota, per scorgere tutto il contesto culturale e paesaggistico» dichiara Narne. L’idea si snoda in 5 punti, il cui principale è creare una forma di accoglienza alberghiera, di 28 camere, in sinergia con le attività dell’area e con la possibilità di creare un albergo diffuso situando ulteriori stanze in altri luoghi della città, ad esempio delle suite a ridosso delle mura. È previsto anche un “Museo del gusto“, ovvero spazi dedicati alla promozione di eccellenze locali. Segue la creazione di un percorso ascensionale pubblico, ovvero una rampa che permetta di accedere alla terrazza in cui poter osservare la piazza Trieste, l’abside del Duomo e le coperture tipiche di Montagnana. Volere degli architetti è raccontare il patrimonio artistico della città, simboleggiato da un murales del capolavoro del Veronese che attualmente è esposto alla National Gallery di Londra. In conclusione è previsto il completamento di piazza Trieste.

L’ultimo punto del secondo progetto, che ha decisamente colpito il pubblico spettatore, è la creazione di una passerella pedonale che permette di raggiungere il bastione posto a 10 metri di distanza da cui osservare la villa del Palladio. «L’immagine finale che proponiamo è forte e coraggiosa, e ne siamo consapevoli. Sottolineo però che non abbiamo puntato all’aspetto architettonico quanto all’obiettivo di creare reti di connessionesinergie commerciali tra gli esercenti e il luogo stesso, mettersi in relazioni con i capolavori come Veronese e Palladio e raggiungere la quota delle mura. Attualmente lo spazio è vuoto e può essere creato un nuovo elemento che raccolga i tesori che ci sono attorno». Per tutti i cittadini interessati la mostra dei progetti si trova in sala austriaca, a Castel San Zeno, e durerà 15 giorni.

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