Montagnana, i cittadini premiano la ragazza che respinse i clienti razzisti

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laura cioetto montagnana
(La protagonista della storia con i cittadini che le hanno consegnato il premio)

Montagnana, 14 agosto 2015. In un bar del centro storico è un’afosa giornata di lavoro come tante. Due signori anziani, marito e moglie, si siedono e attendono l’arrivo di un cameriere. A prendere le ordinanzioni arriva un ragazzo di colore, adottato da bambino e cresciuto a Montagnana, al primo giorno di lavoro nel locale. I coniugi, però, non la prendono bene. «Non ci facciamo servire da uno sporco negro» affermano i due clienti. Una frase che puzza, questa sì, di razzismo e segregazione. A quel punto interviene Laura, la collega barista, che invita la coppia ad andarsene: «Qui non serviamo razzisti». Marito e moglie non possono far altro che abbandonare il locale.

Quasi due mesi dopo, sul gruppo FacebookMontagnana 2.0, parliamone…” un post mette a conoscenza dell’episodio i membri del gruppo. Sotto al lungo messaggio di riassunto si moltiplicano i commenti di sdegno per l’affermazione della coppia, che vanno di pari passo con quelli di vicinanza al ragazzo offeso e di elogio per il coraggio della ragazza. Così, tra gli iscritti, si fa largo l’idea di premiare con un simbolico mazzo di fiori la protagonista della vicenda: bouquet effettivamente consegnatole sabato sera da una delegazione di cittadini montagnanesi.

In poche ore la notizia ha fatto il giro del web, venendo ripresa anche da importanti testate nazionali, e così Laura si è vista travolta da un’improvvisa popolarità. La giovane, che studia Biologia all’Università di Padova, non vuole però pubblicità per il suo gesto: «Vi ringrazio per i fiori e i complimenti ricevuti, ma vorrei che passassero solo i bei valori che ci stanno dietro, al di là di me, del ragazzo o dei due signori protagonisti del fatto. Alla base di tutto ci deve essere il rispetto per ogni persona, aspetto fondamentale per instaurare un rapporto con chiunque ci capiti davanti, sia esso un nostro conoscente, parente o un perfetto sconosciuto. Il rispetto è il primo mattone su cui far crescere qualsiasi tipo di rapporto, lavorativo o di amicizia» scrive la ragazza su Facebook.

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