Monselice, stop del Consiglio alla nuova area commerciale di via Colombo

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Il presidio di Ascom e Confcommercio davanti a Palazzo Tortorini. Fonte foto: Max Vinella

Una seduta movimentata com’era facile presumere quella del Consiglio comunale cittadino tenutasi ieri sera. A tener banco difronte al pubblico accorso numeroso, l’ennesimo capitolo amministrativo previsto per consentire l’edificazione di una maxi area commerciale in via C.Colombo; una variante parziale al Prg che sostituisca dopo l’approvazione in giunta quella già adottata. Quanto basta per far tornare sulle barricate commercianti del centro e associazioni di categoria, Ascom e Confcommercio su tutte, protagonisti di un’animata quanto pacifica manifestazione prima dell’inizio dell’assemblea; fischietti e striscioni hanno accompagnato l’ingresso in sala di ogni consigliere, messo direttamente difronte alla responsabilità del proprio voto.

Ma andiamo a quanto successo in Consiglio. In una sala gremita come non mai dall’inizio del nuovo mandato l’assemblea decide al secondo tentativo di anticipare il punto relativo all’area di via Colombo, altrimenti previsto in tarda nottata, nonostante il voto contrario di buona parte della maggioranza; già da questi primi momenti iniziano a delinearsi le avvisaglie interne agli stessi gruppi che sostengono l’amministrazione.

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Uno dei concitati momenti della discussione relativa alla area commerciale. Fonte foto: Giovanni Brunoro

La discussione, accompagnata in tutto lo sviluppo dalla partecipazione in sottofondo del pubblico, inizia con la presentazione del sindaco, attento a precisare gli aspetti tecnici della questione ribadendo “quello che stiamo facendo è semplicemente l’assecondare un diritto del privato“.  Pronta la replica della platea e del consigliere d’opposizione Corso che rilancia la contestazione sugli aspetti tecnici dell’iter, ricordando le perplessità già sottolineate dai consiglieri d’opposizione nelle votazioni precedenti. Ma a prendere il controllo della scena subentra come prevedibile, l’ex sindaco, attualmente membro di maggioranza, Conte, anch’egli perplesso sulle procedure fin’ora perseguite, puntiglioso al punto da accendere ulteriormente la discussione, divenuta ben presto un botta e risposta tra lo stesso e il responsabile dell’ufficio tecnico, tra le difficoltà di sindaco e presidente del consiglio nel da una parte risolvere il “guaio” politico, e dall’altra gestire una situazione ormai fuori controllo. La bagarre s’infuoca definitivamente quando, nell’ormai assoluta incertezza tecnica e politica sulla prosecuzione del voto, il consigliere Bernardini chiede ripetutamente la parola, provocando la reazione di presidente e sindaco che, negando il proseguo della seduta, chiedono un momento di sospensione per tentare di risolvere la diatriba interna.

Dopo circa mezz’ora d’interruzione la maggioranza torna in sala annunciando per voce del primo cittadino il ritiro della variante, evitando così il “rischio” del voto e riaccendendo le polemiche dell’opposizione che attacca denunciando come “vergognosa” la condotta dell’assemblea.

Nulla di fatto, dunque, per chi attendeva lo sviluppo dell’iter, parziale soddisfazione invece per gli oppositori al progetto, senz’altro protagonisti con la loro partecipazione di una pressione politica non indifferente nei confronti dei rappresentanti eletti. Lunghi, dal canto suo, deve incassare la delusione per il ritiro, salvando però in extremis una maggioranza che sembrava destinata a spaccarsi in caso si fosse arrivati al voto, con Sguotti e Conte pronti a votare contro la variante.

Soddisfatti del risultato e della partecipazione si dicono dunque i negozianti del centro che però sottolineano: “Sicuramente la battaglia non è stata vinta e non la si può dire conclusa ma pensiamo che dopo quello che è successo ieri, anche i politici, soprattutto, debbano informarsi e fermarsi prima di prendere certe decisioni !”.

Sulla questione era intervenuta nel pomeriggio anche l’onorevole del Pd Narduolo che con comunicato ha dichiarato: “Basta centri commerciali, favoriamo i presidi territoriali e sociali dei piccoli negozi soprattutto in realtà come Monselice”. La deputata ha poi rilanciato l’altro tema direttamente connesso alla questione: “i dati di quest’anno mettono il Veneto al secondo posto in Italia per metri quadri di suolo consumato; una situazione che va affrontata e contrastata subito.”

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