Monselice, presentato il masterplan per la riconversione dell’area ex Italcementi

Dalla produzione di rinnovabili al centro del lusso: tante le ipotesi, ma il tema cruciale è trovare un investitore interessato. Il documento approderà in Consiglio entro marzo

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MONSELICE. È stato presentato l’altra sera alla cittadinanza il il masterplan sulla riconversione dell’ex stabilimento Italcementi redatto dalla società di consulenza Nomisma. Il documento propone alcune possibili strade da seguire per il recupero dell’area. Quelle considerate di media sostenibilità economica sono di destinare lo spazio alla produzione di energie rinnovabili, puntando ad esempio sul biometano o sul fotovoltaico, di sfruttare le risorse geotermiche per la produzione di calore da utilizzare per coltivazioni in serra o di creare un centro del lusso. Altre tre ipotesi sono invece ritenute meno percorribili: la realizzazione del Muppe, il museo dei parchi e dei paesaggi europei, di un centro per wellness e lifestyle e di un parco tematico (sembra che in passato un fondo arabo avesse lanciato l’idea di costruire un’area divertimenti supertecnologica, ma poi non ci sono stati sviluppi).

La questione cruciale è ovviamente quella economica. Una volta approvato il masterplan, che entro marzo dovrebbe essere portato in Consiglio comunale, si chiederà a Italcementi di aprire un bando per trovare investitori. Qualora la ricerca non avesse successo (non sarebbe una novità: è già avvenuto in casi analoghi in altre zone d’Italia), la provocazione lanciata dal sindaco Lunghi è di chiedere alla proprietà di cedere l’area al Comune al prezzo simbolico di un euro. Lo stesso Lunghi è convinto che la soluzione ideale potrebbe essere un mix delle proposte avanzate, quindi affiancare nello spazio dell’ex cementificio la geotermia, la serricoltura, le eccellenze venete, un polo museale e alberghiero. Nel piano è contemplata anche la possibilità, se emergesse l’opportunità, di una riconversione industriale a basso impatto ambientale: questo sarà sicuramente uno dei punti più discussi ed è probabile che si decida di cancellarlo. Consiglieri e stakeholder del territorio hanno tempo una ventina di giorni per formulare osservazioni e suggerimenti.

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