Manifestazione di protesta, gli ex soci Crediveneto non si arrendono

Il rappresentante Terenzio Zanini: «Non sono stati rispettati i diritti dei cittadini, e ora il territorio è senza una banca che lo sostenga». Ad unirsi al corteo anche sindaci e associazioni

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MONTAGNANA. Una forte partecipazione ha sfilato ieri sera alla manifestazione pubblica di protesta, organizzata da uno dei due comitati che riunisce gli (ormai) ex soci dell’istituto di credito cooperativo di Montagnana. La vicenda della Bcc è tristemente nota dal maggio 2016, data in cui Bankitalia ha deciso di porre in liquidazione coatta amministrativa Crediveneto, e di cedere le sue attività e i suoi clienti a Banca Sviluppo, al costo simbolico di 1 euro. Ad andare in fumo furono le quote di circa 10.000 soci, per un totale di circa 19 milioni di euro. I soci si sarebbero dovuti incontrare a Cerea solo due giorni dopo la messa in liquidazione, a seguito della quale sono stati informati del risultato di bilancio con una perdita di circa 72 milioni di euro. Attualmente sono due i comitati nati per riunire coloro che avevano investito con fiducia nell’istituto di Credito, e contano complessivamente circa 500 partecipanti.

Il corteo di protesta si è riunito alle 18.30 in piazza Vittorio Emanuele II ed è giunto davanti alla sede dell’istituto bancario. L’invito a partecipare è stato aperto ad amministratori locali, Associazioni, Autorità regionali e Parlamentari. Hanno aderito i sindaci di Montagnana, Legnago, Casale di Scodosia, Masi, Merlara, Urbana, Vighizzolo, e degli ex comuni di Saletto, Santa Margherita d’Adige e Megliadino San Fidenzio. «Vogliamo far sentire la nostra voce e agire da protagonisti – dichiara Terenzio Zanini, rappresentante di uno dei comitati – perchè sono stati violati i diritti dei cittadini e ora il territorio si ritrova senza una banca che possa sostenere piccoli imprenditori, famiglie, associazioni. Le banche di credito cooperativo non perseguono il profitto, il loro obiettivo è portare beneficio ai soci, e di conseguenza al territorio». Zanini prosegue dichiarando che, ad oggi, non è stato ancora possibile analizzare la situazione e accedere agli atti.

Nella mattinata di ieri l’avvocato rappresentante Matteo Moschini ha depositato alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Rovigo una denuncia nei confronti dell’amministrazione, accusata di aver mal gestito e di essere responsabile del declino bancario. Si è poi unito ad esso un gruppo di ex soci, per protestare davanti al tribunale e rendere pubblica la situazione di crisi che ha rovinato il tessuto economico locale e privato i cittadini dei loro diritti. «Nei verbali di Bankitalia del 2014 non c’era l’evidenza di una situazione critica tale da portare poi a una decisione così drastica» denuncia Zanini. «Non abbiamo avuto lo stesso trattamento della Banca Popolare di Vicenza o di Banca Etruria. Forse sarebbe potuta andare diversamente, ma sono mancati la rete di sostegno con altre banche di credito cooperativo e la creazione di un piano strategico».

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