Lavorava come badante ma era stata condannata per rapina e lesioni: arrestata

La donna si era resa irreperibile dopo la condanna definitiva a tre anni e quattro mesi di reclusione. Nel 2011 aveva aggredito e rapinato un uomo in una roulotte insieme a due complici

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ABANO TERME. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Abano Terme hanno arrestato una cittadina bulgara di 61 anni, eseguendo un ordine di carcerazione emesso nel 2016 dal pm Francesco Tonon della Procura di Padova. La donna è stata condannata perché riconosciuta colpevole dei reati di tentata estorsione, rapina e lesioni. Dovrà scontare una pena di tre anni e quattro mesi di reclusione nella casa circondariale di Verona Montorio. I militari aponensi hanno localizzato la 61enne in un’abitazione privata di Mirano, nel Veneziano, in cui lavorava come badante. I proprietari di casa erano ignari delle vicissitudini della donna.

I fatti. La vicenda ha origine nel febbraio 2011, quando tre persone avevano aggredito un cittadino bengalese di 39 anni, all’interno di una roulotte parcheggiata in un terreno privato della periferia di Abano, in cui l’uomo dimorava. Come ricostruito dai carabinieri termali, la spedizione punitiva del trio mirava all’occupazione del mezzo e all’allontanamento del 39enne: una volta sfondata la porta e fatto irruzione all’interno, la donna aveva percosso l’occupante con un bastone, minacciando di dare fuoco al caravan con due contenitori di alcol, successivamente rinvenuti dai militari dell’Arma.

L’uomo, terrorizzato, aveva tentato di darsela a gambe, ma era stato raggiunto e nuovamente pestato a suon di calci e pugni. I malviventi si erano poi dati alla fuga, rapinando anche il cibo, i medicinali e i documenti personali conservati dal malcapitato nella roulotte. Le indagini avevano portato all’identificazione della donna – i due complici sono rimasti ignoti – e, nel marzo 2011, all’emissione da parte dell’autorità giudiziaria patavina di un provvedimento restrittivo. La 61enne era stata scarcerata il 5 maggio successivo, in attesa della sentenza della Corte d’Appello di Venezia, arrivata nel 2016, che tramutava in definitiva la condanna a suo carico. La donna si era quindi resa irreperibile fino all’arresto di quest’oggi.

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