L’assessore Barbetta: non c’entro nulla con l’arrivo dei richiedenti asilo

La delega al Sociale e il lavoro in una cooperativa che si occupa di accoglienza le hanno fatto piovere accuse di ogni genere, ma lei si difende: «Non avrei potuto avere alcun ruolo, a decidere sono le prefetture»

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VIGHIZZOLO. Il suo ruolo di assessore al Sociale e soprattutto la professione di operatrice di accoglienza che svolge da circa un anno le hanno fatto piovere addosso accuse di ogni genere. Ma ora Erika Barbetta dice basta: «La cooperativa per la quale lavoro non gestisce nè l’hub di Bagnoli nè quello di Cona, io non sono impiegata in prefettura e perciò non avrei potuto avere alcun ruolo nel trasferimento a Vighizzolo dei 13 richiedenti asilo arrivati nelle scorse settimane». Trasferimento a cui la Giunta, il Consiglio comunale e gran parte della cittadinanza, come è noto, si sono opposti fin dall’inizio.

Spiega Barbetta: «Dopo lo sbarco sulle nostre coste, chi fa richiesta d’asilo viene inviato nelle varie località che hanno una struttura disponibile. Solo il ministero dell’Interno tramite le prefetture decide la destinazione di queste persone e dove collocarle: nessun altro ente, organizzazione, autorità può decidere dove inviarle. Le strutture sono gestite da enti che hanno partecipato a un bando pubblico: tipicamente si tratta di cooperative sociali con esperienza nell’ambito dell’accoglienza, che sono tenute a seguire le linee guida dettate dalla stessa prefettura».

Considerata l’attuale diminuzione dei flussi migratori, in questa fase l’obiettivo è quello di sfoltire le grandi concentrazioni quali, appunto, quelle di Cona e Bagnoli. È questa la ragione della scelta della prefettura di redistribuire i profughi nei vari Comuni della provincia. «Alle Amministrazioni purtroppo non resta che prendere atto dei servizi di accoglienza presenti nel territorio e verificare il rispetto di tutte le norme edilizie, urbanistiche e sanitarie che devono essere osservate dai gestori e dagli ospiti». Chiude Barbetta: «Non mi sottrarrò ad eventuali ulteriori chiarimenti, ma le conseguenze di false insinuazioni o accuse saranno da me stigmatizzate e perseguite nelle forme consentite dall’ordinamento».

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