La teoria Gender è un’enorme bufala: vi spieghiamo perché

412
Gender symbol
(Foto: www. palermomania.it)

In questi ultimi mesi girano messaggi allarmanti riguardanti la presunta volontà da parte del Parlamento di approvare il Decreto Fedeli, all’insaputa di noi cittadini, che andrebbe ad introdurre nelle scuola alcune iniziative come ad esempio la masturbazione precoce dai 0-4 anni o la pornografia dopo i 15 anni.

Alla fine di questi messaggi, che altro non fanno che seminare il terrore nei genitori, si invitano questi ultimi a recarsi presso il proprio comune di residenza per firmare contro il Decreto della Buona scuola e quindi la Teoria dei Gender.

Facciamo chiarezza su questa spinosa situazione:

1- Innanzitutto non esiste la “Teoria dei Gender” ma semmai si parla di Gender studies, ovvero studi sociologici che dimostrano come sia stata la società a creare ed a imporre nel corso del tempo e dell’evoluzione dei ruoli diversi e ben definiti per uomo e donna, che sono modificabili in quanto dipendenti dai cambiamenti della società e non definiti dal Dna. Detto in parole povere si vuole semplicemente insegnare ad andare oltre gli stereotipi imposti dalla società: ad esempio oggi le donne accedono a professioni che fino a qualche decennio erano relegate solo al sesso maschile come il soldato, il manager, l’imprenditore.

2- Esiste un Disegno di Legge (Ddl 1680), presentato dalla Senatrice Valeria Fedeli, che non è ancora stato discusso in Aula e che quindi non può essere messo in atto nelle scuole come invece si sostiene. Il Ddl Fedeli propone l’introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università. Per la precisione gli obbiettivi sono due:

– fissare tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento e delle linee generali dei curricola scolastici la cultura della parità di genere e il superamento degli stereotipi;
– l’intervento sui libri di testo, riconosciuti in tutte le sedi internazionali, come un’area particolarmente sensibile per le politiche delle pari opportunità.

Si sta parlando semplicemente di insegnare nelle nostre scuola il rispetto per le diversità in modo da garantire le pari opportunità.

3- Nel Ddl della Buona Scuola non si trova menzionata la “Teoria di genere”, si parla di discriminazione e di violenza di genere solo all’articolo 16, che fa riferimento all’offerta formativa, per quanto riguarda il piano triennale, con l’art. 5 del decreto-legge 14 agosto 2013 n° 93 trasformato poi in legge il 15 ottobre 2013 n° 119, quindi già in vigore nella nostra scuola. L’art. 5 legge 93 dal titolo “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere” dice al comma 2:

– “prevenire il fenomeno della violenza contro le donne attraverso l’informazione e la sensibilizzazione della collettività, rafforzando la consapevolezza degli uomini e ragazzi nel processo di eliminazione della violenza contro le donne”.
“promuovere l’educazione alla relazione e contro la violenza di genere nell’ambito dei programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di sensibilizzare, informare, formare gli studenti e prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo.”

In conclusione la Teoria dei Gender è una grandissima bufala mediatica alimentata dalla disinformazione e dalla “paura del diverso” che da secoli caratterizza l’umanità e che mai come in questo periodo storico è alla ribalta vista l’approvazione dei matrimoni omosessuali in molti Stati del mondo.

Se decidete di andare a firmare nei Comuni è bene sapere che non si firma contro la Teoria Gender (inventata), ma solo contro il Ddl della Buona Scuola.

Salva Articolo

Lascia un commento