La diga sull’Adige non si farà. Ora è ufficiale

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(Fiume Adige. Foto di repertorio. Fonte: www.skyscrapercity.com)
(Fiume Adige. Foto di repertorio. Fonte: www.skyscrapercity.com)
L’aveva anticipato il sindaco di Barbona Francesco Peotta nei giorni scorsi (leggi l’articolo), ora c’è anche l’ufficialità: la diga sull’Adige, tra Rosta di Badia Polesine e Terrazzo, non si farà. La notizia arriva da Adriano Camuffo, ingegnere e dirigente della Sezione Idrografica Adige-Po di Rovigo (l’ex Genio Civile), che ha notificato il rigetto della domanda della Lagarina Hydro, la ditta che si sarebbe dovuta occupare della costruzione dell’opera, il cui costo preventivato si aggirava attorno ai 42,5 milioni di euro.
Il parere di rigetto dell’ente, che segue la bocciatura verbale arrivata dalla Commissione Regionale per le Centraline della scorsa settimana, ha portato alla «non procedibilità dell’istanza presentata dalla società Lagarina Hydro», come si legge nella nota della sezione idrografica rodigina. Un’istanza «inattuabile perché contraria al buon regime delle acque e ad altri interessi generali, quali la gestione del demanio idrico, l’uso potabile della risorsa, nonché agli interessi preordinati di terzi». Quindi si rigetta «a tutti gli effetti la domanda presentata dalla società Lagarina Hydro Srl, con sede a Limena (PD), pervenuta in data 12 gennaio 2015, intesa a ottenere il diritto di derivare dal fiume Adige moduli massimi di acqua pubblica a uso idroelettrico». Nessuna diga, dunque. Esulta tutto il movimento di opposizione al progetto, composto da sindaci, comitati e associazioni. Per il momento il territorio è salvo, anche se molto probabilmente la Lagarina Hydro presenterà ricorso contro il diniego ricevuto dalla Regione.

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