La coraggiosa scelta di studiare ciò che piace

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(Fonte foto: www.otomed.it)

Vi sarà sicuramente capitato (e se non è così, aspettatevelo), che qualcuno vi chieda: “Cosa vorresti fare da grande?”. Fino a quando si era bambini si poteva rispondere liberamente quello che si voleva. Ma quando si è all’ultimo anno di superiori, una risposta non vale l’altra. Ci sono persone che sanno esattamente cosa vogliono fare, altre, invece, che non sanno quale strada seguire. O meglio, lo sanno, ma sono piene di dubbi, paure, preoccupazioni. Tutte cose normali, vista la decisione importante che si sta prendendo.

A un certo punto della propria riflessione, però, ci si chiede sempre se quel percorso di studi ti permetterà di avere un lavoro ben pagato, uno stipendio che ti permetta di mettere su famiglia. Questo è comprensibile, soprattutto nel periodo di crisi in cui viviamo. Il fattore economico è sicuramente un elemento da tenere in considerazione, ma non si può e non si deve scegliere solo in base a questo.

Oggi chi sceglie di frequentare facoltà di indirizzo classico-umanistico-artistico viene considerato alla pari di un pazzo, di un perdigiorno o di uno che ha tempo e denaro da buttare. Che moltissimi laureati in materie non scientifiche siano disoccupati è cosa nota, ma non sono i soli. Però questo fenomeno non dovrebbe creare un maggior allontanamento da queste tipo di conoscenze che accompagnano da sempre l’uomo, disprezzandole e ritenendole inutili. Certamente se tutti seguissimo ciò che è utile secondo il mercato globale, finiremmo per diventare un branco di babbei che fa una cosa solo perché scritta sul manuale.

(foto: www.editoriacrossmediale.it

Questo ovviamente non vuol dire che studiare materie scientifiche ti rimbambisca e nemmeno che quelle umanistiche-artistiche ti rendano un genio. Sono necessarie entrambe, ognuno può e ha il diritto di scegliere la strada che gli interessa di più, che gli piace di più. Perciò a tutte quelle persone che consigliano di studiare una cosa solo perché dopo ti fa guadagnare molto, auguro di venire curate da un medico che ha studiato medicina solo per lo stipendio. Alcuni potrebbero controbattere dicendo che è sicuramente peggiore la situazione di chi ha seguito i suoi sogni, ma adesso è precario con una famiglia, un appartamento in affitto e la rata dell’auto da saldare. Ma se si sceglie di vivere seguendo i soldi, si finisce a 50 anni con una moglie, due figli, una casa e un lavoro che non piace, non soddisfa e ti fa sembrare di aver sprecato il tuo tempo.

Perciò, se dovete fare una scelta non fatela solo secondo il tornaconto economico, ma secondo ciò che siete e volete essere, consci delle difficoltà che si dovranno affrontare. E lottate con le unghie e con i denti per difendere la vostra scelta.

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