Interpellanza sul possibile inquinamento dell’area ex Italcementi

A firmarla il comitato Lasciateci Respirare. «Ora il sindaco ha 30 giorni di tempo per una risposta. Non vogliamo che la questione venga insabbiata o dimenticata»

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MONSELICE. Nessun riscontro alla denuncia relativa ai possibili rischi d’inquinamento nell’area dell’ex cementificio Italcementi e allora arriva l’interpellanza. Ad annunciarlo è il comitato Lasciateci Respirare. La decisione di ricorrere a questo strumento nasce per evitare che la vicenda cada nell’oblio. «In base allo statuto comunale, procediamo direttamente con l’interpellanza, visto che non è arrivata alcuna risposta alla nostra prima segnalazione e nessun consigliere comunale ha ritenuto opportuno sollevare la seria problematica denunciata. Ora il sindaco ha 30 giorni di tempo per una risposta. Quello che auspichiamo è che la questione non venga insabbiata o dimenticata» spiega Francesco Miazzi.

Lo scorso giugno lo stesso Miazzi aveva rivelato di aver trovato nella propria cassetta della posta una lettera anonima. La missiva, scritta da una persona che si presentava come ex dipendente dello stabilimento Italcementi, oggi di proprietà della multinazionale Heidelberg, evidenziava «alcune problematiche che andrebbero verificate in quanto, se vere, potrebbero essere drammatiche sotto l’aspetto dell’inquinamento del sottosuolo». In sostanza erano descritti incidenti che sarebbero avvenuti negli scorsi decenni nell’area del cementificio e che potrebbero aver causato un danno ambientale.

Miazzi aveva trasmesso il documento a Provincia, Regione, Arpav, Ulss 6, sindaco, Ministero dell’Ambiente e ministero della Salute, carabinieri e Procura di Padova, chiedendo di attivarsi per appurare l’attendibilità della segnalazione. «A distanza di circa tre mesi, nonostante la gravità e la precisione della denuncia, nessun ente coinvolto ha fornito risposta o semplicemente riscontro» si legge nell’interpellanza inviata al primo cittadino e per conoscenza a tutti i consiglieri comunali. Secondo il comitato «la bonifica dell’area è la priorità, anche rispetto ad eventuali progetti che potrebbero interessare l’ex stabilimento».

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