Insospettabile impiegata in aspettativa si prostituiva in appartamento

La donna condivideva la casa a luci rosse con un'altra escort. Guadagni fino a 12 mila euro al mese. Denunciato l'uomo proprietario dell'abitazione, che è stata sequestrata dai carabinieri

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SAONARA. I carabinieri di Piove di Sacco hanno scoperto un fiorente giro di prostituzione all’interno di un’abitazione di Villatora. Da mesi, infatti, la frazione di Saonara era divenuta meta di pellegrinaggio per numerosi uomini di diverse età. Gli incontri a sfondo sessuale, venuti a galla dopo la fuga di una serie di indiscrezioni, trovavano luogo in una delle vie laterali della “Strada dei Vivai”, sette giorni su sette. I militari hanno fatto irruzione nell’appartamento, beccando un operaio 54enne della zona in dolce compagnia.

L’uomo, trovato in intimità di un’avvenente padovana 43enne, ha ammesso – senza troppe pressioni da parte dei militari padovani – di essere un cliente della donna e di aver recuperato il contatto della escort in un annuncio online. Colta in flagrante, alla donna, impiegata in aspettativa non retribuita, non è rimasto che ammettere la propria attività di prostituzione iniziata nel gennaio del 2017. Dalle dichiarazioni della 43enne – che ha dichiarato di essere “felicemente sposata” – sembra che il compenso si aggirasse sui 150 euro a prestazione.

L’escort, soddisfacendo una media di tre-quattro clienti al giorno per ognuno dei cinque giorni lavorativi della settimana, riusciva a guadagnare quindi tra i 10 mila e i 12 mila euro al mese. Con la messa in luce del cospicuo giro di affari, le forze dell’ordine hanno scovato una seconda donna, una 42enne casalinga residente in provincia, che era solita incontrare i clienti all’interno dell’appartamento, sempre nell’ambito di prestazioni sessuali concordate dopo contatti su siti di escort online. Le donne hanno ammesso che l’appartamento era stato loro dato “in concessione” da un imprenditore 48enne di Albignasego, il quale percepiva dalla prima escort la cifra mensile di 2 mila euro e dalla seconda una tariffa giornaliera di 120 euro.

Non solo il comodato d’uso dell’appartamento: l’uomo procurava alle proprie affittuarie anche il servizio di cambio della biancheria, nonché la fornitura completa di detergenti intimi e bevande, per garantire il massimo confort ai numerosi habitué della casa, ai quali veniva messa a disposizione una vasta gamma di accessori e indumenti sessuali. Per quanto riguarda la clientela della casa del piacere, i carabinieri hanno stimato varie decine di frequentatori, di varie età, professioni e stati civili, che ritenevano di trovare in quel contesto una consolidata garanzia di riservatezza. L’imprenditore di Albignasego è stato accusato per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione aggravati. Sulle porte dell’abitazione i carabinieri di Legnaro hanno apposto i sigilli, dando esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Padova.

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