In bicicletta da Brugine ad Assisi: la straordinaria impresa di Marco Santiglia

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(Fonte Foto: profilo Marco Santiglia)
(Fonte Foto: Marco Santiglia)

370km: un uomo e la sua bici. Marco Santiglia, bruginese di adozione, in nemmeno quattro giorni ha coperto la distanza tra Brugine e Assisi in sella alla sua bicicletta.

Impresa portata a termine per il parrucchiere trentenne, originario di Rosara, che pedalando in salita – tanta – e discesa – sempre troppo poca – ha riscoperto l’amore per la natura girovagando tra i paesini, borghi e sobborghi di mezza Italia. Marina di Ravenna, Cattolica, Gubbio e infine Assisi: quattro tappe, tre notti – tra campeggio e pernottamenti di fortuna – e circa un centinaio di chilometri al giorno. Sfida impegnativa, ma non del tutto nuova per il ciclista che già l’anno passato, in compagnia di un amico, ha corso in sterrato da Firenze a Bologna.

«Anche se l’idea iniziale era quella di percorrere un tracciato all’estero – più agibile e meno pericoloso per i ciclisti – ho dovuto ripiegare su un tragitto più vicino per motivi lavorativi e di tempo, ma», ci racconta Marco, «solo alla fine ho capito che Assisi era una meta azzeccatissima: sembra essere nata appositamente per stimolare profonde riflessioni e raggiungere un equilibrio fatto di tranquillità. Non potevo scegliere destinazione migliore». Fatti armi e bagagli, carrellino alla mano, il ragazzo è partito in solitaria, senza dati nel cellulare (sfruttato perlopiù come navigatore) e sotto una pioggia torrenziale. Insomma: testa bassa e pedali.

12166009_10206263779052406_621338729_nAlti e bassi sono all’ordine del giorno in esperienze del genere e, quando gli chiediamo quali siano stati i momenti migliori e peggiori della sua avventura, risponde: «Non c’è una cosa più bella: è stato tutto meraviglioso. Forse, in assoluto, la cosa migliore è la soddisfazione di esserci arrivato. Poi il contatto con la natura, i paesaggi, la possibilità di respirare a pieni polmoni un clima straordinario.» Continua orgoglioso: «Lo scoglio più tosto è stata la pioggia, ma alla fine dei conti mi ha solo rallentato e, forse, ha reso la mia sfida ancora più estrema. Tutto meritava di essere vissuto».

Parlando del futuro Marco ci confessa: «La prossima sfida? Adesso tutti si aspettano che io riparta. Un’idea in sospeso da qualche tempo ce l’avrei: percorrere la Via degli Abati, attraversando l’Appennino tosco-emiliano, partendo da Pavia, passando per Bobbio e arrivare poi a Pontremoli» e infine scherza: «Mi piacerebbe partire con mia moglie, magari sopra un tandem».

Fatica, sudore e avversità sono solo un piccolissimo prezzo da pagare per riempirsi gli occhi di mondo e, di questo, Marco è testimone.

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