Il caso Birolo tre anni dopo. Chiesta l’assoluzione al tabaccaio che uccise il ladro

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(Fonte: crimeblog.it)
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Correzzola, notte del 26 aprile 2012. Igor Ursu e Gheorghe Neagu, entrambi di origine moldava, si introducevano nella tabaccheria di Franco Birolo sfondando la vetrina con una Fiat Punto rubata. Birolo, svegliato di soprassalto, scendeva nel negozio impugnando la pistola detenuta legittimamente. e dopo aver sorpreso i due ladri intenti a caricare nell’auto pacchi di sigarette, faceva esplodere un proiettile trafiggendo il torace di Ursu, uccidendolo. Il resto è storia, accusa di omicidio per eccesso colposo e l’intera Correzzola, per non dire l’intera Regione, sconvolta: era legittimo sparare o il tabaccaio avrebbe dovuto valutare l’effettiva situazione di pericolo? Qual è il limite tra difesa e offesa? Innumerevoli sono state le discussioni fatte a riguardo, ma mentre queste scemavano con il passare del tempo la storia di Birolo non è ancora giunta ad un finale. Già, perché sono passati più di tre anni dall’increscioso incidente e, come sembra ormai essere di dominio pubblico, i tempi della giustizia penale italiana non brillano per la loro rapidità.

L’ultimo aggiornamento relativo al processo era datato 21 aprile 2015, quando Luigino Martellato, difensore di Birolo, aveva ottenuto per l’assistito un rinvio a giudizio dal gip Mariella Fino. Ma nella giornata del 15 ottobre il pm Benedetto Roberti ha chiesto l’assoluzione dell’imputato, il quale avrebbe agito dunque in legittima difesa putativa. Secondo la ricostruzione del pm, infatti, l’errata valutazione del pericolo da parte del tabaccaio sarebbe legittima sulla base di tutte le circostanze del caso concreto. Il processo è stato dunque aggiornato al 26 novembre, data in cui si esprimeranno i difensori dei parenti del ladro ucciso.

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