Ice Bucket Challenge: che cos’è, a cosa serve e chi sono i vip che hanno già aderito

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(Foto: www.eku.edu)
(Foto: www.eku.edu)

Da qualche giorno, le bacheche di tutti i social network sono invase da video di persone, perlopiù famose ma non solo, che si rovesciano secchiate di acqua ghiacciata addosso. Si tratta dell’Ice Bucket Challenge, letteralmente della “sfida della secchiata di ghiaccio”, iniziativa lanciata da Pete Frates, giovane atleta americano, ex capitano della squadra di baseball del Boston College, colpito dalla Sla due anni or sono. A metà luglio ha lanciato la sfida via Twitter e, nomination dopo nomination, l’iniziativa è decollata, fino a diventare un fenomeno di massa, come l’Harlem Shake e la Nek Nomination nel 2013.

Come funziona? Dopo essere stati “nominati”, è necessario fare una donazione alla Als Association (una organizzazione no-profit americana che raccoglie fondi per finanziare la ricerca contro la Sla e che promuove campagne di sensibilizzazione sulla malattia), rovesciarsi o farsi rovesciare addosso una secchiata di acqua ghiacciata e infine nominare a propria volta altre tre persone, che avranno 24 ore di tempo per fare lo stesso. Il tutto viene filmato e postato su Internet, divenendo in breve tempo virale, seguendo una linea di diffusione esponenziale al punto che, secondo Wired, nel giro di 35 giorni tutti gli abitanti della Terra avranno fatto l’Ice Bucket Challenge.

A giudicare dalla cifra raccolta dalla Als, la campagna funziona eccome. La stessa associazione ha comunicato ieri di aver raccolto 31 milioni e mezzo di dollari in donazioni nel periodo 29 luglio-20 agosto, una cifra destinata ad aumentare e che supera di gran lunga la somma raccolta nello stesso periodo del 2013 (1,9 milioni di dollari). Forbes ha individuato le quattro lezioni che ogni azienda dovrebbe trarre dall’Ice Bucket Challenge: 1 – cominciare con una storia efficace (quella di Pete Frates); 2 – accompagnare la sfida a una battaglia nobile e ideale (la lotta contro una malattia); 3 – avere una call to action semplice e alla portata di tutti (il secchio in testa); 4 – essere pronti ad accettare le critiche.

Non poteva mancare, infatti, qualche polemica: alcuni vedono il gesto dei “vip” come un’iniziativa meramente pubblicitaria, con la gente comune che prende ad esempio i propri beniamini, usando l’iniziativa come scusa per filmarsi, spesso in costume, soddisfacendo così il proprio più lato più narcisista. Il lato benefico dell’Ice Bucket Challenge cadrebbe quindi nel dimenticatoio, divenendo un gioco estivo di “nomination”. Al di là di tutte le critiche, l’Ice Bucket Challenge è servita veramente a sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia neurodegenerativa gravissima, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, di cui si sa troppo poco, e a finanziare in maniera decisiva l’Als. E per una volta passi l’eventuale ego che porta personaggi famosi e non a filmarsi mentre un amico li getta dell’acqua gelida addosso; l’importante è il risultato, non le intenzioni. Vista la somma raccolta dall’Als, per questa volta possiamo chiudere un occhio.

Ecco una lista di Ice Bucket Challenge accettate e lanciate dai vip, scelte tra le più curiose e divertenti: Adriano Celentano, Andrea Agnelli, Andrea Bocelli, Belen Rodriguez, Bill Gates, Cesare Prandelli, Charlie Sheen, Checco Zalone, Cristiano Ronaldo, Dr. Dre, George W. Bush, José Mourinho, Jovanotti, Lady Gaga, Laura Pausini, Lebron James, Marco Materazzi, Mario Balotelli, Mark Zuckerberg, Matteo Renzi, Michael Jordan, Novak Djokovic, Oprah Winfrey, Rosario Fiorello, Shakira e Gerard Piquè, Tiziano Ferro, Valentino Rossi, Vin Diesel.

Buon divertimento e…non dimenticate di donare! Trovate tutte le indicazioni su www.alsa.org.

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